Coronavirus, 63 medici morti: Ordine chiede mascherine e test

Appello a tutela dei tantissimi operatori sanitari che sono in prima linea in questa fase di emergenza

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Foto: Pixabay

Il personale sanitario è in prima linea in questa fase di emergenza sanitaria che sta vivendo tutto il nostro Paese. Sono però già 63 il numero dei medici e odontoiatri che hanno perso la vita durante l’epidemia di Covid-19. A mettere in evidenza numeri così allarmanti è la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), ricordando che secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicati ieri sera.

Complessivamente sono 8.358 gi addetti contagiati, 595 in più rispetto al giorno precedente.

Di fronte a una situazione di questo tipo il presidente della Fnomceo Filippo Anelli non può più stare in silenzio: servono mascherine adeguatamente protettive e tamponi regolari per tutti i medici.

I medici chiedono maggiore tutela

“Ringraziamo il presidente Mattarella per le sue recenti parole, che ci sono di conforto e di sostegno. Ringraziamo anche il ministro della Salute Roberto Speranza, per il lavoro sinora svolto, per il suo impegno e per la costante attenzione alla nostra professione. Ribadiamo tuttavia come, per arginare la malattia, sia importante proteggere in maniera adeguata i medici – continua – E ciò non solo perché, se un medico si ammala, si smaglia la rete di assistenza ma anche perché se ciò accade il medico ammalato rischia, almeno fino a che non si manifestano i sintomi, di essere a sua volta veicolo di contagio per i pazienti”.

“Per questo, al di là delle valutazioni sulle modalità di infezione degli operatori sanitari, che pur dovranno essere fatte in un’ottica di prevenzione del rischio ma che richiedono tempi di attesa che attualmente non possiamo permetterci e che, in nessun caso, possono costituire un’esimente dal dovere di proteggerli, chiediamo per tutti i medici e gli operatori sanitari, due interventi urgenti e inderogabili – afferma Anelli – Il primo è che a tutti gli operatori sanitari siano forniti dispositivi individuali di protezione commisurati al rischio di esposizione al Covid-19. Riteniamo che, per tutti i medici, le mascherine debbano essere almeno di livello Ffp2, e assolutamente di livello Ffp3 per i colleghi impegnati in prima linea nell’assistenza ai pazienti Covid-19. Siamo certi che, su questo fronte, siano a buon punto gli interventi messi in atto dalla Task force congiunta ministero della Salute e Protezione Civile”.

Ma non è finita qui. “Il secondo intervento consiste nel monitorare lo stato di salute di tutti i medici attraverso tamponi costanti, per intercettare subito ed isolare i medici infettati e i loro contatti . Sarebbe utile valutare di applicare questa strategia anche sul territorio, per intercettare e isolare sin dall’inizio i pazienti positivi e i loro contatti stretti e meno stretti. Bisogna partire, soprattutto nelle zone dove l’epidemia non si è ancora diffusa in maniera grave, precocemente con tamponi su sintomatici e contatti, isolare casi e, se necessario, comunità, secondo le metodiche consolidate dell’igiene pubblica. Ampliare l’utilizzo dei tamponi diventa fondamentale per ridurre la diffusione del virus. Se ciò non fosse possibile, andrebbero comunque isolati i casi sospetti e i loro contatti sulla base del solo criterio clinico (presenza di almeno un sintomo)” – ha concluso.