Coronavirus, superati 7 mila morti ma la curva si stabilizza

Per il quarto giorno consecutivo rallenta la crescita dei positivi

Coronavirus
Foto: Pixabay

L’emergenza Coronavirus continua a essere totale nel nostro Paese, ma finalmente qualche segnale positivo sembra esserci. Per il quarto giorno consecutivo la crescita dei positivi rallenta. Questo sembra mettere in evidenza come le misure di contenimento prese dal governo sembrino produrre i primi effetti positivi, anche se ancora una volta il paese paga un prezzo altissimo: in un solo giorno sono morte altre 683 persone e il numero complessivo delle vittime dall’inizio dell’emergenza ha superato le settemila, raggiungendo la cifra di 7.503. Una situazione che si sta evidenziando anche in Lombardia, finora la regione più colpita.

“A dare gli aggiornamenti questa volta non è più il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che ha accusato sintomi febbrili ed è stato sottoposto al tampone, ma i funzionari, il vicecapo del Dipartimento Agostino Miozzo e il capo delle Emergenze Luigi D’Angelo. Entrambi spiegano che, forse, si comincia a vedere qualche spiraglio.

Tante vittime ma forse il Coronavirus sta allentando la morsa

Il numero dei malati è infatti arrivato a 57.521, con un aumento giornaliero di 3.491. Un dato in calo rispetto agli ultimi 3 giorni: martedì i nuovi casi erano stati 3.612, lunedì 3.780 e domenica 3.957. E anche il dato relativo al totale dei contagiati (quello che comprende anche le vittime e i guariti), che sono 74.386, risulta in calo: 5.210 in più oggi, 5.249 martedì.

Un miglioramento che va ricercato nell’aumento del numero dei guariti: martedì era stato di 894 persone mentre oggi è di 1.036, per un totale di 9.362. Tutto ciò non significa certo che l’emergenza è finita, anzi. E, soprattutto, non significa che si possono allentare – non ancora almeno – le misure di contenimento, visto che una parte del Paese, seppur minoritaria, continua a non capire, come dimostrano le 8.310 nuove denunce per violazione dei divieti.

“Viviamo una fase di apparente stabilizzazione e crediamo che il numero di persone infette sia coerente con il trend che la diffusione ha avuto nel Paese: questo – spiega chiaramente Miozzo – ci fa pensare che è indispensabile, se vogliamo vedere la curva stabilizzarsi e poi decrescere, mantenere le rigorose misure di contenimento e di distanziamento sociale. E’ un momento delicato, non bisogna abbassare la guardia se no la curva potrebbe risalire”.

Un ragionamento che segue di pari passo quello fatto dal direttore vicario dell’Oms Ranieri Guerra. “Il rallentamento delle velocità di crescita è un fattore estremamente positivo, in alcune regioni credo che siamo vicini al punto di caduta della curva stessa, quindi il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere”.

Si avvicina la fase decisiva

I prossimi giorni saranno dunque “decisivi perché saranno i momenti in cui i provvedimenti del governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto”. Solo allora si potrà capire quali misure si potranno attuare per contrastare ulteriormente il Coronavirus.

I consigli restano quindi gli stessi. Rimanere a casa, ridurre al minimo gli spostamenti e mantenere il distanziamento sociale per evitare di contrarre i virus sono gli imperativi per tutti.