Coronavirus, al Sacco nati 11 bambini da mamme positive

L'ospedale milanese è uno di quelli impegnati in prima linea nella lotta al Covid-19

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Foto: Pixabay

Di fronte alla nascita di una nuova vita non si può che restare commossi. E questo vale ancora di più se questa avviene in un periodo attuale come quello che stiamo vivendo attualmente in cui l’emergenza Coronavirus è diventato parte integrante della nostra quotidianità. Sono tante le mamme in attesa nel nostro Paese che hanno contratto il Covid-19, ma nonostante questo sono riuscite a portare a termine la gravidanza senza alcun problema, nè per loro nè per il feto. Emblematico quanto accaduto nelle ultime ore al Sacco di Milano, uno degli ospedali impegnati in prima linea nella lotta al Virus: ben 11 i bambini nati da mamme positive, ma tutti sani.

Mamme positive al Covid-19 ma bambini sani

La vita non aspetta. Non si ferma in quarantena, non si ferma per un virus. Neanche uno così feroce come il Covid-19, che in Lombardia si sta portando via, giorno dopo giorno, centinaia di persone.

All’ospedale Sacco di Milano in questo mese di emergenza e quarantena sono nati 11 piccoli da mamme positive. Il reparto di Ostetricia del Sacco “è pieno” – come racconta all’ANSA la responsabile Valeria Savasi, e ad oggi ospita circa quaranta neo e future mamme tutte Covid positive e in isolamento.

“Non è un momento semplice per loro – racconta la dottoressa -. Sono qui sole, in un reparto ad alto isolamento, hanno solo noi e sono circondate da persone coperte da mascherine, guanti, camici, visiere, cuffie, ma per quanto spaventate dimostrano sempre una grande forza e anche tanta consapevolezza, comprendono bene la situazione”.

Tra parti naturali e tagli cesarei, anche il lavoro in sala parto è cambiato da quel 20 febbraio che ha messo in stand-by tutto, tranne la voglia di venire al mondo: “È tutto diverso ed è impegnativo e faticoso, prima avevamo un rapporto molto più di contatto, più umano, ora questo non è possibile. In quei momenti anche una mano sulla spalla può essere di aiuto, dare forza”.

La forza in questi momenti non deve mai mancare: le neo mamme sono infatti costrette a dover subire il distacco dai loro neonati, proprio in quel momento in cui dovrebbero poter instaurare un rapporto che durerà tutta la vita. Chi è positiva al Covid-19 e soprattutto con sintomi evidenti non solo deve indossare i dispositivi di protezione anche durante il parto, “ma non può abbracciare il piccolo appena nato, lo ‘skin-to-skin’ è abolito, così come non c’è l’allattamento e a queste mamme manca anche il supporto dei mariti e dei compagni, perché siamo in un reparto isolato” in cui i famigliari non possono entrare.

Il medico si sta occupando anche dell’aspetto psicologico, elemento che non deve essere trascurato in una fase come questa. Si lavora su alcuni studi legati “all’ansia, alla paura e alla parte più emotiva di questi parti ai tempi del coronavirus, per vedere come e quanto influiscono su ogni donna che vive questo momento. Sono fattori che avranno sicuramente risvolti futuri, la ricerca anche in queste situazioni è molto importante e può dirci molto su come comportarci in futuro” – ha spiegato.

Ma la nascita può essere un’occasione per ripartire e guardare al futuro, come aveva già fatto recentemente anche una giovane donna a Massa Carrara, la prima positiva a mettere al mondo un bambino sano.