A Codogno si combatte la quarantena: nasce “Radio Zona Rossa”

L'emittente nata nel Paese negli anni '80 ora diventa un punto di riferimento per i cittadini alla ricerca di aggiornamenti

Codogno
Foto: Pixabay

Riuscire a resistere all’isolamento forzato dettato dalla quarantena per chi vive nella “zona rossa” potrebbe non essere così semplice come si potrebbe pensare. Questo momento potrebbe essere infatti l’occasione per accantonare momentaneamente la frenesia della quotidianità, anche se c’è chi riesce comunque a continuare la propria attività tramite il telelavoro. Diminuire il contagio, in mancanza di vaccino, è però fondamentale, soprattutto per cercare di evitare che chi ha già una situazione di rischio possa andare incontro a conseguenze peggiori.

A volte, però, ingegnarsi anche in una situazione come questa potrebbe aiutare. E’ il caso di Radio Codogno, la storica emittente parrocchiale nata nel 1983 che, in questi giorni, ne ha approfittato per trasformarsi un paio di volte al giorno in “Radio Zona Rossa”, un’occasine per fare da punto di riferimento e aggiornare i cittadini sulla situazione. Oltre che per stemperare la tensione in questa fase.

Anche a Codogno non deve dominare la paura

In attesa che la situazione possa tornare alla normalità è fondamentale mantenere la calma e non cedere all’allarmismo. Proprio per questo anche le fonti utilizzare per informarsi devono essere selezionate con cura. E cosa c’è chi meglio di chi vive questo momento da vicino?

“Radio Zona Rossa” punta a essere proprio questo e non ha intenzione di abbandonare gli ascoltatori fino a che il Coronavirus non sarà solo un cattivo ricordo.

L’idea è piaciuta e i primi riscontri sono stati positivi. “È un segnale evidente che i cittadini hanno bisogno di notizie certe, ma anche di un semplice contatto, di una voce amica”, ribadisce Francesco Dadda alla consolle della regia.

Non mancano gli anziani che stanno cercando la solitudine e la tensione prendendo direttamente contatto con chi si trova al microfono dell’emittente. Stare chiusi tra le mura domestiche ci farà così sentire meno soli sapendo che c’è qualcuno disposto ad ascoltarci.