Coronavirus, cosa ha fatto il 38enne lombardo negli ultimi giorni

Tutti i colleghi dell'uomo sono al momento sottoposti a tampone per verificare la loro situazione prima di poter tornare a casa

Coronavirus
Foto: Pixabay

Ora che il Coronavirus è ormai diventato realtà in Lombiardia (si è saliti a 14 casi, come indicato dalla Regione nell’ultima conferenza stampa) è difficile non avere paura. Il 38enne, il primo a essere stato segnalato e attualmente in terapia intensiva in gravi condizioni, è infatti entrato in contatto negli ultimi giorni con diverse persone, non solo familiari e amici, ma anche i colleghi della Unilever, al momento sottoposti a tampone da parte di un gruppo di medii che sono intervenuti sul posto; solo se avranno l’ok potranno tornare a casa.

Il ragazzo, che è in attesa di un figlio dalla moglie, anch’essa contagiata, tra fine gennaio e febbraio, avrebbe cenato con una persona tornata dalla Cina che lavora alla Mae di Fiorenzuola D’Arda L’uomo si trova in isolamento al Sacco di Milano ed è risultato negativo ad un primo test.

Ma non è finita qui. Il ragazzo in questi giorni ha svolto la sua quotidianità senza particolari preoccupazioni. Il malato fa parte del Gruppo podistico di Codogno. Il 2 febbraio ha corso con altri 18 podisti a Portofino, il 9 febbraio poi ha preso parte a una corsa a Sant’Angelo Lodigiano. Sabato 15 febbraio ha partecipato a un corso della Croce Rossa a Codogno e poi a una partita di calcio a 11 con la sua squadra, la Picchio di Somaglia, contro la squadra cremasca Amatori Sabbioni del campionato Amatori del Csi.

Ulteriori contatti li ha poi avuti domenica scorsa, giorno in cui si sarebbe presentato poi al Pronto soccorso di Codogno con la febbre alta: rimandato a casa, è tornato mercoledì quando poi è stato ricoverato. Per amici, conoscenti e tutte le persone che sono state a contatto con lui in questi giorni è scattata la quarantena.

Cosa fare in caso di sintomi sospetti

In questa fase diventa fondamentale, come raccomandano i medici di base, non andare al pronto soccorso per farsi visitare. È infatti raccomandabile prendere contatto con il 112, il numero unico di emergenza, per indicare la propria situazione e ricevere le indicazioni su come agire.

Solo se necessario ci sarà il trasferimento in ospedale.