Monza, due ragazzi suicidi in 15 giorni al Liceo Frisi

Ignoti i motivi che hanno scatenato le due tragedie: l'istituto ha manifestato vicinanza alle famiglie e invitato i genitori a non lasciare soli i figli

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Foto: PIxabay

Il liceo scientifico Paolo Frisi di Monza negli ultimi giorni è finito, suo malgrado, al centro delle pagine di cronaca. Due ragazzi che frequentavano la scuola sono infatti arrivati a togliersi la guida. Episodi che non possono che lasciare sgomenti tutti, non solo chi li frequentavano quotidianamente, ma che generano ancora più sconcerto visto che sono avvenuti a distanza di soli quindici giorni l’uno dall’altro.

La dirigente scolastica, Lucia Castellana, non ha voluto sottovalutare l’episodio, ma anzi s è fatta promostrice di un incontro con le famiglie dei giovani dell’istituto per invitarli a restare il più vicino possibile ai loro figli e a prestare attenzione a ogni possibile comportamento ritenuto inusuale.

L’adolescenza, unita a eventuali problemi che possono riguardare il rendimento scolastico, è un periodo certamente problematico e merita ogni scrupolo soprattutto per poter far fronte anche a eventuali possibili incontri con malintenzionati o ad atteggiamenti prepotenti che possono manifestare anche alcuni coetanei. Proprio per questo all’evento non è mancata la psicologa Raffaella Rigamonti, che da tempo fornisce supporto alla struttura e che presta servizio per aiutare gli studenti in difficoltà. A volte il dialogo può essere davvero provvidenziale quando si sente il bisogno di ricevere un consiglio o supporto.

Il sostegno della scuola alle famiglie

Un’ulteriore dimostrazione della vicinanza della scuola a giovani e genitori è arrivata dalla lettera che la dirigente ha indirizzato loro.

“Gli eventi che in pochi giorni si sono abbattuti su di noi sono più grandi di ogni nostro possibile sforzo di comprensione – si legge nel comunicato – Il grande dolore che noi tutti stiamo vivendo annulla tutte le differenze. Non ci sono più studenti, docenti, dirigente, segretari, collaboratori scolastici e genitori. Siamo tutti un’unica comunità sofferente e siamo tutti uguali. Siamo cuori insieme ad altri cuori, siamo mani che stringono altre mani, siamo abbracci che si stringono intorno ad altri abbracci, siamo esseri umani e per questo fragili, senza risposte di fronte al grande mistero della vita. Ci siamo fermati per riflettere e ci siamo riscoperti più coesi che mai. La nostra unione è l’unico nostro punto di forza in questo momento e dentro di essa accogliamo il dolore della famiglia, con immenso affetto”.