Genova, riprende vita il ponte: varata la prima maxi trave

Il capoluogo ligure avrà a breve il nuovo ponte; l'operazione è portata avanti dai tecnici di PerGenova, che si occupa della ricostruzione

Genova
La vecchia conformazione del Ponte Morandi a Genova (Foto: Wikipedia - Autore: Bbrno)

Alle 14.05 è arrivata in quota, tra le pile 8 e 9, la prima maxi trave del nuovo viadotto sul Polcevera. L’operazione di ‘varo’, eseguita dagli operai e tecnici di PerGenova, ed effettuata grazie all’uso di potenti martinetti idraulici chiamati strand jack, ha portato a 40 metri di altezza 2.000 tonnellate di acciaio. Si è trattata del primo ‘varo’ in cantiere di una delle tre maxi travi previste da 100 metri. Ora è montata e visibile metà del ponte, 500 sui 1.067 metri previsti, già consecutivi 350 sul lato di ponente.

L’entusiasmo del sindaco

“Non hanno voluto correre rischi durante la notte, hanno fatto bene. Ora dobbiamo capire come recuperare questo tempo, abbiamo qualche giorno da recuperare per rimanere nelle tempistiche” – ha ha sottolineato il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci.

Le operazioni, iniziate ieri sera venti minuti prima delle diciannove, sono state sospese nella notte per evitare rischi per la sicurezza degli operatori e sono riprese alle prime luci del giorno. Il ponte ha superato così la metà della sua lunghezza definitiva di 1.067 metri. In quota, infatti, sono state portate otto campate da cinquanta metri, una da cento e una parte della prima spalla di ponente. E sulla sponda destra del Polcevera la sagoma a “nave” pensata da Renzo Piano per il viadotto è ormai ben visibile, dal momento che sono stati assemblati 350 metri di viadotto consecutivi dalla pila tre alle pila nove, a sbalzo sul torrente.

“E’ un bello spettacolo- continua Bucci- si comincia ad apprezzare lo stile, l’architettura di questo nuovo ponte che è molto diverso dagli altri. Quando sono venuti a trovarmi in Comune i bambini della seconda della scuola Daneo, mi hanno detto: ‘Sembra proprio una barca’, che e’ esattamente il messaggio che voleva lanciare Renzo Piano, una nave sul Polcevera”.

La prossima settimana dovrebbe completarsi l’innalzamento di tutti i 18 piloni, mentre l’ultima campata dovrebbe salire in quota entro il 19 marzo. “Il programma deve essere rispettato – sottolinea il primo cittadino – perché abbiamo da affrontare anche la sfida dell’interruzione della ferrovia, dobbiamo centrare i giorni precisi per evitare di chiuderla troppo tempo”. Per una decina di giorni, infatti, dal 3 al 14 marzo, sarà necessario interrompere la linea che transita sotto a quella che sarà la campata 10-11.