Regione Lombardia Misura B1: che succede con i fondi?

La Regione Lombardia sta pasticciando con i soldi statali destinati alle non autosufficienze e il contributo alle gravissime disabilità. Per la prima volta da anni il fondo statale è stato aumentato del 20%, ma la regione ha deciso, con una delibera del 23 dicembre 2019, di cambiare la carte in tavola in peggio.

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Cosa sta facendo Regione Lombardia con la Misura B1, ossia con i fondi statali destinati alle non autosufficienze e il contributo alle gravissime disabilità? Per la prima volta da anni il fondo statale è stato aumentato del 20%, passando dai 70 milioni del 2019 ai 90 previsti per il 2020 e per il 2021 eppure la regione invece di migliorare o almeno mantenere le condizioni della “B1” ha deciso, con una delibera del 23 dicembre 2019, di cambiare la carte in tavola in peggio.

Regione Lombardia Misura B1 2020: cosa cambia

La precedente delibera scadeva il 31 gennaio quindi quella nuova sarebbe dovuta entrare in vigore dal primo febbraio. Le cose al momento sono ferme, perché le famiglie lombarde si sono mobilitate e hanno ottenuto di poterne almeno discutere. In settimana ci sarà l’ennesimo incontro e il 12 febbraio “la commissione sanità”, al termine della quale gli interessati sapranno se mobilitarsi in massa o se tirare un sospiro di sollievo.

Nel 2018 la “B1” era erogata fino ad un massimo di 1000 euro al mese (l’accesso alla misura è a scaglioni, in base alla gravità) e nel 2019 il limite è stato abbassato a 900 euro. Questi soldi vengono usati dalla maggior parte delle famiglie per fare fisioterapia, logopedia, neuropsicomotricità integrando – e in alcuni casi sostituendo completamente – la scarsissima offerta dell’ASL in materia.

Problemi in Regione: ecco cosa sta succedendo

A noi, per esempio, non è mai stata proposta più di un’ora la settimana dall’ASL. Da qui si può capire l’utilità di questo contributo. Tornando nel merito, le cose erano già comunque un pelo fatte male, visto che bastava fare 14 ore settimanali a scuola per vedersi dimezzato il contributo. Aggiungeteci il fatto che il minimo di ore sindacale per poter essere valutabili è sempre e comunque superiore a 14, significa che andare a scuola porta automaticamente a rinunciare alle B1 completa. E chi, con la B1, ci paga le terapie dovrà quindi scegliere fra diritto alla salute e diritto allo studio. Ora le cose sono anche peggiorate o, meglio, rischiano di farlo se andrà in porto quanto ha in mente Regione Lombardia.

Regione Lombardia Misura B1 2020
foto: Anteprima24.it

La cifra massima erogabile sarà di 400 euro, alla quale si potrà accedere in toto – o per nulla – in base alle ore di frequenza scolastica. Se frequenti per più di 25 ore la perdi completamente. Se calcoliamo che alla scuola primaria non se ne fanno meno di 27, l’inghippo viene a galla da solo. In realtà c’è una possibilità di farne 24 e consiste nel trovare almeno 10 alunni con questa esigenza. Quindi le famiglie con ragazzi disabili potrebbero mettersi d’accordo e formare queste classi, così da poter accedere sia all’istruzione che alla misura B1. Giusto? Ecco, se è questa la prima soluzione che vi è venuta in mente o anche solo concordavate mentre leggevate, vorrei ricordarvi che le classi differenziali sono state abolite da un po’. Era il ‘77. La sezione “H” direi che possiamo lasciarla nel dimenticatoio che merita, che dite?

Regione Lombardia Misura B1 2020: o la scuola o la salute, ecco cosa succede

Per chi sceglie di andare a scuola – e perdere i 400€ – c’è la possibilità di accedere ad un contributo di 200€ se si dimostra di aver assunto un terapista privato per almeno 10 ore settimanali (che è quello che mediamente fanno tutte queste famiglie avvalendosi della “B1”). Qui però urge un piccolo calcolo: sapete quanto costa un terapista privato? Più o meno 25 euro all’ora esclusa iva. Quindi per 10 ore settimanali sono 250 euro che diventano 1000 euro al mese (sempre esclusiva IVA). In sostanza, se dimostri di spendere più di 1000 euro al mese, loro te ne danno 200. Un affare!

Questi 200, però, se non frequenti la scuola e ricevi quindi già i 400 di base, possono arrivare fino a 700, per un totale di un millino abbondante. Facendosi due calcoli, conviene abbandonare la scuola (scegliendo quindi il diritto alla salute, rispetto a quello allo studio). Se volessimo pensare male si potrebbe azzardare l’ipotesi che qualcuno al Pirellone stia cercando di scremare i costi della scuola partendo dalla “volontaria” esclusione dei disabili. Io un periodo in cui i disabili venivano considerati un costo da “s-cremare” me lo ricordo. È durato un ventennio, circa.

A cura di Francesco Cannadoro

Redazione CiSiamo
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