Samira El Attar, c’è un movente economico dietro la scomparsa?

Ancora nessuna traccia del corpo: gli inquirenti ritengono che il marito possa averla uccisa nel timore di perdere il suo unico sostentamento in caso di separazione

Samira

Proprio oggi ricorre il terzo mese dalla scomparsa di Samira El Attar, la donna 43enne che ha fatto perdere le sue tracce da Stanghella, in provincia di Padova. Il trascorrere del tempo non gioca certamente a favore della speranza di ritrovarla in vita, ormai anche la mamma, che ha raggiunto il piccolo centro veneto per seguire la nipotina di soli quattro anni, non sembra crederlo più. Anzi, la fuga verso la Spagna del marito Mohammed, ritrovato pochi giorni fa e ormai prossimo a fare ritorno nel nostro Paese, non fa che alimentare i dubbi sulla sua colpevolezza.

Gli inquirenti sono al lavoro per ritrovare il corpo, oltre che per individuare quali siano state le motivazioni di quello che può ormai essere considerato un omicidio: si fa strada l’idea di un movente economico.

Tutto per colpa dei soldi

Mohammed Barbri è in attesa di essere estradato dopo essere scappato in Spagna (era indagato a piede libero) e potrebbe essere in Italia già nelle prossime ore. L’uomo, però, continua a ritenersi innocente in merito alla scomparsa della moglie Samira, ormai lontana da casa dallo scorso ottobre.

Il pensiero degli inquirenti è però diverso e ritengono che dietro l’uccisione della donna ci siano ragioni economiche. La coppia, infatti, in base a quanto emerso ormai da tempo litigava soprattutto per l’atteggiamento dell’uomo, che utilizzava il denaro guadagnato dalla donna per giocare alle macchinette, regolarmente senza fortuna.

Samira sembrava ormai propensa a separarsi, ipotesi confermata anche dai contatti che lei aveva preso con gli assistenti sociali del Comune per ottenere da loro un aiuto per rendersi più indipendente. Ma in caso di divorzio, l’uomo non avrebbe potuto contare su alcun sostentamento fisso.

Un vuoto di tre ore

Nel frattempo si sta cercando di capire anche cosa abbia fatto Mohammed la notte della scomparsa della moglie. Proprio in quel frangente si sarebbero perse le sue tracce per ben tre ore: un arco di tempo utilizzato per disfarsi del corpo?

L’ipotesi al vaglio potrebbe far pensare alla presenza del cadavere in acqua, che sarebbe suffragato anche dalle parole pronunciate dalla bambina della coppia: “Papà ha litigato con mamma, botte in testa, cappello nell’acqua, sai dove ci sono i pesci dentro a un buco nero? Papà ha fatto casino”.

Il tratto di fiume situato non troppo distante dall’abitazione della donna è stato ispezionato a più riprese, anche con il supporto dei cani molecolari, ma al momento non sarebbe emerso ancora niente di rilevante. Non si può escludere però che il maltempo possa avere avuto un ruolo decisivo nella distruzione di alcune tracce.