Papa Francesco sui disabili: “Peccato dividere vite in serie A e B”

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Papa Francesco ha parlato di disabili e disabilità. “Una persona con disabilità – dice -, per costruirsi, ha bisogno non solo di esistere ma anche di appartenere ad una comunità. Incoraggio tutti coloro che lavorano con le persone con disabilità a proseguire in questo importante servizio e impegno, che determina il grado di civiltà di una nazione”.

Un “peccato sociale”, avverte il Papa, dividere vite in serie A e in serie B: “Occorre sviluppare gli anticorpi contro una cultura che considera alcune vite di serie A e altre di serie B: questo è un peccato sociale!”.

Papa Francesco sui disabili: “Peccato dividere vite in serie A e B”

Papa Francesco poi continua: “Occorre prendersi cura e accompagnare le persone con disabilità in ogni condizione di vita, avvalendosi anche delle attuali tecnologie ma senza assolutizzarle; con forza e tenerezza farsi carico delle situazioni di marginalità; fare strada insieme a loro e ‘ungerle’ di dignità per una partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale. E’ un cammino esigente e anche faticoso che contribuirà sempre più a formare coscienze capaci di riconoscere ognuno come persona unica e irripetibile. Siamo chiamati a riconoscere in ogni persona con disabilità, anche con disabilità complesse e gravi, un singolare apporto al bene comune attraverso la propria originale biografia”.

Il Papa invita infine a non dimenticarsi dei “tanti esiliati nascosti”, che vivono all’interno delle nostre case, delle nostre famiglie, delle nostre società . Bisogna, conclude, “avere il coraggio di dare voce a quanti sono discriminati per la condizione di disabilità. Perché purtroppo in alcune Nazioni, ancora oggi, si stenta a riconoscerli come persone di pari dignità, come fratelli e sorelle in umanità. Infatti, fare buone le leggi e abbattere le barriere fisiche è importante, ma non basta, se non cambia anche la mentalità, se non si supera una cultura diffusa che continua a produrre disuguaglianze, impedendo alle persone con disabilità la partecipazione attiva nella vita ordinaria”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.