Giardinieri del Comune di Roma timbravano il cartellino ma poi andavano a lavorare per privati

Dieci giardinieri del Comune di Roma truffavano l'amministrazione timbrando il cartellino ma poi recandosi a lavorare per privati

Erano ben dieci i giardinieri del Comune di Roma che timbravano il timbravano il cartellino, ma invece di dedicarsi al verde per cui erano pagati, “arrotondavano”, occupandosi di giardini privati.

L’inchiesta sui giardinieri del Comune di Roma

Per questo ora, i giardinieri “furbetti” saranno licenziati. E la notizia è stata data proprio dalla sindaca di Roma Virginia Raggi. La quale ha così dato seguito al caso scoppiato durante l’estate, quando il gip di Roma definì la situazione del VII municipio della Capitale “di totale anarchia”. Infatti, denunciava allora il gip, non c’era nessuna manutenzione dei parchi e degli alberi al loro interno. E per questo, aveva disposto un’interdittiva dal lavoro per i giardinieri, nell’ambito dell’inchiesta.

I reati contestati ai dieci giardinieri del Comune di Roma sono vari, a seconda della posizione. Si va dal peculato alla truffa e falsa attestazione. Ancora, l’uso di mezzi di servzio per lavori effettuati in giardini privati.

Il commento di Virginia Raggi

Secondo il gip, i reati sono documentati in “modo inoppugnabile” grazie anche alle telecamere posizionate dagli inquirenti. Pare infatti che i giardinieri usassero i mezzi di proprietà del comune per i lavori privati, e timbrassero il cartellino anche di collegio assenti. “Insomma una vera e propria truffa ai danni di noi cittadini“. “Licenziare definitivamente queste persone significa garantire dignità al lavoro e affermare un principio chiaro e ineludibile: a Roma non c’è spazio per i furbetti e per l’illegalità”, continua.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.