Strage di Capaci: nuovi dettagli su chi mise l’esplosivo

Emergono nuovi dettagli sulla strage di Capaci grazie alle rivelazioni di un collaboratore di giustizia ex mafioso del clan Caltanissetta

Strage di Capaci
Strage di Capaci

Si aggiungono nuovi dettagli sulla strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti di scorta. A rivelare alcuni dettagli riguardo all’esplosivo è stato un ex agente della polizia penitenziaria, mafioso del clan Caltanissetta. Che, come spiega Il Messaggero, dal 2009 è collaboratore di giustizia. Secondo Repubblica, il pentito Pietro Riggio ha chiesto di tornare davamti ai magistrati che si occupano della strage di Capaci.

I nuovi dettagli sulla strage di Capaci

Riggio avrebbe parlato del ruolo di un ex poliziotto, conosciuto come “il turco”, che gli avrebbe confidato di aver partecipato attivamente alla strage. In particolare, secondo le dichiarazioni del collaboratore, “il turco” si sarebbe occupato “del riempimento del canale di scolo dell’autostrada con l’esplosivo”. Operazione “eseguita tramite l’utilizzo di skateboard”. Sul perché non avesse mai parlato prima di questo ex poliziotto nomiato oggi, Riggio avrebbe risposto di aver temuto ritorsioni nei confronti suoi e della sua famiglia. “Ma, adesso, i tempi sono maturi perché si possano trattare certi argomenti”, avrebbe spiegato poi.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.