Bambino precipita dalle scale della scuola: chi doveva vigilare?

Un'insegnante di Milano ha contattato la redazione di CiSiamo per commentare il fatto del bambino precipitato dalle scale della scuola a Niguarda: questa la sua opinione

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(Foto: Pixabay)

Riceviamo da un’insegnante di Milano una lettera riguardante l’episodio del bambino che precipita dalle scale della scuola di Niguarda. Ne pubblichiamo il testo integrale.

La lettera

In questi ultimi giorni mi è capitato di leggere articoli e parlare con persone del grave fatto accaduto in una scuola di Milano. Qui, qualche giorno fa un bimbo è precipitato nella tromba delle scale della scuola. La domanda che risuona costantemente è: “Chi doveva vigilare?”. Io sono insegnante da tanti anni e quando ho letto di questo gravissimo fatto mi sono detta: “oggi é capitato alla collega di un’altra scuola, domani potrebbe capitare a me”.

Chi doveva vigilare?

Sì, perché, secondo me, la domanda corretta non è “chi doveva vigilare”. Piuttosto: “Chi doveva vigilare, era nelle condizioni di farlo? “. Certo, ci sono tonnellate di norme sulla sicurezza e quintali di circolari dei Dirigenti scolastici, che richiamano al dovere di vigilanza. Ma poi, nel concreto, la situazione è abbastanza diversa da quella idilliaca prevista dalle norme. Guardo la mia situazione “soft” di quest’anno. Classe prima, 23 alunni di 6 anni in media, nessuno certificato (bambini che abbiano problemi psichici o fisici certificati dalla Asl, per i quali si richiede un supporto ulteriore ndr). In questo primo periodo dell’anno i bimbi si stanno adattando al “tempo scuola” che chiede loro di stare almeno un’ora e mezza in classe, prima di potersi fermare per una pausa.

Non tutti, però, reggono, quindi ogni 15/20 minuti c’è un bimbo che ha “l’emergenza pipi”. Cosa faccio? Lascio la classe e lo accompagno in bagno o sto con la classe e lascio che il bimbo si rechi in bagno da solo? Scelgo la seconda ipotesi che tutela il maggior numero di alunni. Il bimbo esce da solo ma non è detto che sul piano ci sia un collaboratore scolastico che vigila perché i collaboratori scolastici, con i tagli alla scuola, sono sotto organico. Mi resta quindi solo da confidare nella Provvidenza e sperare che non capiti nulla. Ma questa è la situazione più semplice e normale che si possa verificare.

Un circolo vizioso

La situazione diventa ancora più difficile quando nella classe sono inseriti uno o più bimbi certificati, magari con problemi comportamentali gravi. Talvolta si rende necessario per la sicurezza loro e dei compagni allontanarli dalla classe in attesa che passi il momento di crisi. Di norma si può contare sulla presenza di un’insegnante di sostegno (che spalma il suo orario su altri  3/4 altri casi), o su quella di un educatore. Ci sono però momenti nei quali, anche se per poco tempo si è soli in classe. E se in quel momento si verifica una situazione di criticità, l’unica soluzione è chiedere aiuto a qualche collega, che a questo punto deve interrompere il suo lavoro e garantire la vigilanza su due classi contemporaneamente, per un tempo non ben definito. Anche in questi casi sui può richiedere la presenza di qualcuno sul corridoio, ma il personale Ata è sotto organico e non può garantire sempre la presenza che sarebbe necessaria.

Una domanda

Ecco perché, secondo me, la domanda più corretta è: “Chi deve garantire la sicurezza e la vigilanza nelle scuola, è messo nelle condizioni di farlo?”. Ci sarebbe poi un’altra domanda d’obbligo: “Che ricadute ha sugli insegnanti questa situazione altamente stressante?”. Ma questa domanda la lasciamo al prossimo incidente.

Redazione CiSiamo
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