Carola Rackete a Bruxelles: la standing ovation dell’Assemblea

Carola Rackete ha ricevuto l'applauso della Commissione libertà civili dell'Europarlamento, ma ha usato anche parole dure nei confronti dell'Ue

Carola Rackete
Carola Rackete

Carola Rackete, capitano della Sea Watch, è stata ascolta dalla Commissione libertà civili dell’Europarlamento, nel giorno in cui Lampedusa ricorda la strage del 2013. Non ho salvato la vita di migranti o rifugiati, ho salvato vite umane. Questo è ciò che la legge del mare mi dice di fare come capitana: portare le persone in pericolo in mare in un porto sicuro, indipendentemente da razza, classe o sesso”, ha detto all’Assemblea. Che le ha poi dedicato una standig ovation.

Le dichiarazioni di Carola Rackete

Il comandante della Sea Watch, però, non ha fatto sconti all’Ue: “Ho ricevuto molta attenzione non voluta, inviti, premi da parte di diversi paesi Europei ed Istituzioni, dopo essere entrata nel porto di Lampedusa. Ma dove eravate quando noi eravamo lì a chiedere aiuto attraverso tutti i possibili canali legali, dei media e diplomatici?”. Su twitter poi ha rilanciato: “Il Mediterraneo centrale si sta trasformando in un cimitero, mentre l’omissione di soccorso e i respingimenti per procura sono diventati una pratica istituzionalizzata, il dovere di salvare è stato criminalizzato”.

Il commento di Matteo Salvini

Matteo Salvini, che all’epoca del caso Sea Watch era Ministro dell’Interno, non ha gradito l’applauso tributato a Carola Rackete. “Non mi sognerei mai di applaudire una comandante che, dopo aver aspettato deliberatamente 15 giorni al largo di Lampedusa per scaricare a tutti i costi degli immigrati in Italia, ha addirittura speronato una motovedetta della Guardia di Finanza mettendo a rischio la vita delle donne e degli uomini in divisa”, ha detto. “Provo pena, imbarazzo e vergogna per chi ha applaudito Carola Rackete a Bruxelles. L’omaggio alla comandante della SeaWatch3 è un’offesa all’Italia“, ha aggiunto poi. “Nessuno ha ancora smentito la notizia dei tre presunti torturatori di immigrati caricati da Carola e scaricati nel nostro Paese, cioè in quell’Europa dove qualcuno batte le mani alle ong”, ha ricordato infine.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.