Pericoloso detenuto evade da Poggioreale, è caccia all’uomo

Robert Lisowiski, 32enne polacco arrestato nel 2018 per omicidio, è evaso oggi, domenica 25 agosto, dal carcere napoletano di Poggioreale.

Uomo evade dal carcere di Poggioreale
Uomo evade dal carcere di Poggioreale
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Robert Lisowiski, 32enne polacco arrestato nel 2018 per omicidio, è evaso oggi, domenica 25 agosto, dal carcere napoletano di Poggioreale. Sono in corso le sue ricerche da parte di tutte le forze di polizia coordinate dalla Procura della Repubblica. Lisowiski è alto 1,80 metri circa, di corporatura magra, carnagione chiara, con capelli radi castano chiaro. Al momento della fuga aveva la barba e un’andatura claudicante.

Detenuto evade da Poggioreale

La Questura di Napoli ha comunicato che l’uomo “è da considerarsi pericoloso” . Dunque chiede a chiunque lo vedesse di “contattare subito i numeri di emergenza e soccorso pubblico”.

La sua fuga è stata tanto rocambolesca quanto banale. Come riporta l’Adnkronos, si è calato al di là del muro di cinta del carcere utilizzando una lunga fune. Sarebbe poi riuscito a superare il muro perimetrale del carcere dal lato di via Francesco Lauria, quello che affaccia sul Centro direzionale. Sono in corso ricerche a tappeto da parte di tutte le forze di polizia, coordinate dalla Procura.

Evasione storica

Quella del 32enne è la prima evasione in oltre 100 anni di storia del carcere di Napoli Poggioreale. “Era nell’aria un episodio così grave che segna la fine di una roccaforte dei penitenziari italiani come il ‘Salvia’, dal quale in oltre 100 anni di storia mai nessun detenuto è riuscito a evadere“. Queste le parole del sindacato Osapp. Il sindacato ha anche ricordando che qualche anno fa ci fu un tentativo analogo di evasione dal carcere di Poggioreale. In quell’occasione finì male per il detenuto, il quale riportò gravi lesioni fisiche in seguito alla caduta.

Il segretario provinciale di Osapp Napoli, Luigi Castaldo, denuncia “la mancanza di personale per oltre 200 unità a discapito della sicurezza di tutti e un sovraffollamento detenuti per oltre 800 ristretti oltre la capacità regolamentare consentita. Dati denunciati e segnalati ovunque, ma un’amministrazione sorda e una politica assente non hanno dato risposte concrete e tangibili. Non si può più lavorare in queste condizioni”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.