A Napoli “guaglioni” senza casco non hanno controlli. Una quasi-madre, con le doglie, sale sul primo veicolo che le passa davanti, è multata e… fatta scendere !!!

“strunz e Napule”!

Sale sul bus con le doglie e le fanno la multa
Sale sul bus con le doglie e le fanno la multa
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Il controllore, ligissimo al regolamento, ma incriminabile per almeno due o tre pesanti reati penali per “tentato infanticidio”, omissione di soccorso e tortura praticata e inflitta, oltre che degli altri, non da Tribunale, ma di assolutamente pessima condotta umana e comportamento di vera crudeltà. Quando avrebbe dovuto, non capire che per lui forse era troppo, ma impegnarsi a fare in modo che quell’autobus, divenuto “automezzo di soccorso” arrivasse prima possibile non alla fermata, ma direttamente all’interno dell’ospedale, dove il Pronto Soccorso avrebbe saputo assistere la signora e il nuovo cittadino di Napoli, anche lui, o lei, naturalmente senza biglietto

Insieme al controllore, favoreggiatori e complici, quei “capetti”, dirigenti dilettanti e inqualificabili che dopo avere avuto notizia dell’accaduto, anziché scuse hanno accampato il rispetto regolamentare.

A Napoli, la città di Pulcinella, d’ò Pazzariello, di Piedigrotta, d’ò “tiramm’a campà”. E ora del “titolo di viaggio da obliterare prima di salire in vettura” o sull’autobus prima di inoltrarsi nel corridoio, dove chi viene “sorpreso” senza il suddetto titolo viene senza fallo multato dall’autorità preposta, che non guarda in faccia a nessuno, non pensa, non riflette, agisce. A norma indefettibile di regolamento. E mette a terra una signora dolorante, impaurita, in cerca d’aiuto e solidarietà.

Quest’altra lezione di “napoletanità” balorda ce la potevate risparmiare. Anche Eduardo, Totò e De Crescenzo si staranno rivoltando…

Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.