Open Arms, il medico che ha visitato i migranti: “Stavano bene”

Il medico che ha visitato i migranti sbarcati dalla Open Arms ha affermato che non avevano nessuna malattia, a parte uno, che aveva un'otite.

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Il medico che ha visitato i migranti sbarcati dalla Open Arms ha affermato che non avevano nessuna malattia, a parte uno, che aveva un’otite. Lo notizia è stata diffusa dall’Ansa, che ha riportato il resoconto di Francesco Cascio, responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.

Open Arms, le dichiarazioni del medico

Il medico ha dichiarato: “C’è qualcosa che non funziona. Perché tra i 13 migranti fatti sbarcare dalla Open Arms per motivi sanitari solo uno aveva una otite, mentre gli altri stavano bene. Eppure dalla relazione dello staff Cisom (il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta – ndr) risulta che a bordo ci sarebbero persone con diverse patologie, tra cui 20 casi di scabbia”.

Nella relazione firmata dal medico Katia Valeria Di Natale e dall’infermiere Daniele Maestrini dello staff Cisom diffusa dall’Ansa si legge: “La situazione generale vede condizioni igienico-sanitarie pessime: spazi non idonei a ospitare un così ingente numero di persone. I naufraghi vivono ammassati gli uni sugli altri, non c’è possibilità di deambulare, sono presenti solo due bagni chimici e spesso i naufraghi sono costretti a espletare i loro bisogni fisiologici nello stesso spazio in cui dormono e mangiano”.

Anche la stessa Open Arms aveva scritto su Twitter delle difficili condizioni a bordo della nave. Soprattutto aveva denunciato “complicazioni mediche che richiedono cure specializzate”. Difficile adesso capire qual è la verità. Molti, come lo stesso Sindaco di Lampedusa, ha puntato il dito sulla Ong spagnola, rea, a suo dire, di voler far sbarcare a tutti i costi i migranti in Italia.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.