Bimbi di Bibbiano, il Riesame boccia la scuola Foti: “Nessuna competenza”

Il Tribunale del Riesame di Bologna, che sta esaminando il caso dei bimbi tolti ai genitori a Bibbiano, ha bocciato la "scuola Foti".

Bimbi di Bibbiano, Riesame boccia scuola Foti
Bimbi di Bibbiano, Riesame boccia scuola Foti

Il Tribunale del Riesame di Bologna, che sta esaminando il caso dei bimbi tolti ai genitori a Bibbiano, ha bocciato la “scuola Foti”. Tale “scuola Foti”, è proprio la definizione utilizzata dal giudice che ha ufficializzato le motivazioni dell’ordinanza della revoca degli arresti domiciliari a Claudio Foti. Foti è lo “psicoterapeuta” al centro dell’inchiesta sui bambini tolti illegittimamente ai propri genitori a Bibbiano.

Bimbi di Bibbiano, il Riesame boccia la scuola Foti

Il Riesame ha revocato i domiciliari e concesso l’obbligo di dimora a Pinerolo. Il giudice ha spiegato che la misura “assicurava medesima finalità” degli arresti domiciliari. Cioè impedire a foti di “svolgere psicoterapia, e soprattutto mantenere e stringere contatti con personalità pubbliche, quali amministratori di enti territoriali, altri professionisti, assistenti sociali con la cui partecipazione potrebbe realizzare reati analoghi”. E ancora: “L’attività professionale, sia sui casi oggetto del presente procedimento sia su altre persone da lui seguite con psicoterapia, veniva svolta in Emilia e in altre città. Senza che risulti lo svolgimento di attività dove abita, cioè a Pinerolo”.

In altre parole, il Tribunale non avrebbe disposto una misura minore perché mancavano indizi di colpevolezza. Al contrario, Foti è anche accusato di aver utilizzato “una tecnica invasiva e suggestiva posta in essere nella psicoterapia dei minori. Appare di per sé connotato da elementi di forte pressione e forzatura, nonché ingerenza nella vita privata dei minori, in violazione della ‘Carta di Noto’“.

“Nessuna competenza personale”

Sono stati poi posti forti dubbi sul curriculum di Foti. Lo “psicoterapeuta” è accusato di aver affrontato questioni “delicatissime su eventuali abusi sessuali e maltrattamenti” anche senon risulta dotato delle competenze professionali e scientifiche per esercitare l’attività di psicoterapeuta”.

Poi il giudice ha concluso: “A fronte di domande incalzanti del pm sui titoli in base a cui esercita l’attività, ha addotto di avere ‘un riconoscimento ex articolo 85 per l’esercizio della psicoterapia’. Nonché di aver seguito molti corsi specialistici e aver conseguito molti titoli, in ottemperanza delle leggi vigenti. Il caso sembra rientrare nella regolamentazione della legge 56 del 1989, che ha regolarizzato le situazioni incerte fino a quell’epoca”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.