Ocean Viking contro il ministero: “Non riporteremo i migranti in Libia”

La nave Ong Ocean Viking pubblica la propria smentita riguardo la notizia, battuta dal Ministero dell'Interno, di essersi diretta verso la Libia.

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La nave Ong Ocean Viking pubblica la propria smentita riguardo la notizia, battuta dal Ministero dell’Interno, di essersi diretta verso la Libia. La Ocean Viking non sbarcherà in Libia le 356 persone soccorse in questi giorni. La richiesta di un porto sicuro è stata fatta al Centro di Coordinamento di Soccorso libico già venerdì 9 agosto. Dopo il salvataggio del primo barcone. Perché quella libica è l’autorità marittima di riferimento nell’area di ricerca e soccorso e avrebbe la responsabilità di indicare un porto sicuro. Ma per il diritto internazionale né Tripoli, né nessun altro porto in Libia, sono porti sicuri. Riportare le persone in Libia sarebbe una grave violazione”.

Ocean Viking: “Non riporteremo i migranti in Libia”

La nota pubblicata dalla Ong poi continua: “Msf e SoS Mediterranee non riporteranno le persone in Libia in nessuna circostanza. Restano in attesa dell’assegnazione di un porto che risponda ai requisiti del diritto internazionale, dove sbarcare i 356 uomini, donne e bambini vulnerabili che si trovano a bordo della Ocean Viking”.

Fonti al Ministero dell’Interno, ancora capeggiato da Matteo Salvini, avevano fatto sapere che la nave aveva ottenuto indicazioni di dirigersi al porto di Tripoli. Ora arriva però la sentita. “Con 356 uomini, donne e bambini vulnerabili attualmente bordo, la nave Ocean Viking, di Medici Senza Frontiere e Sos Mediterranee, sta lasciando ora la zona Sar libica“. Rimangono dunque “in attesa dell’assegnazione di un luogo sicuro che soddisfi i requisiti del diritto internazionale.”

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.