Carola Rackete e l’intervista nel mirino, bufala o realtà?

Qualche giorno fa, molti giornali italiani hanno riportato una presunta intervista di Carola Rackete sui migranti. La capitana avrebbe parlato di un ordine ricevuto dal Ministro dell'Interno tedesco che l'avrebbe obbligata a portare i migranti in Italia. Ora ci si chiede se la notizia sia stata o meno una bufala.

Carola Rackete
Carola Rackete

Qualche giorno fa, molti giornali italiani hanno riportato una presunta intervista di Carola Rackete sui migranti. La capitana della Sea Watch iniziò a essere la protagonista delle prime pagine dal 28 giugno scorso, quando, al timone della nave Ong, forzò il blocco navale attorno a Lampedusa per far sbarcare 40 migranti in Italia. In questi caldi giorni di agosto, la capitana Carola è però tornata nell’occhio del ciclone per un’intervista nel quale ha confessato di aver ricevuto ordine di sbarcare in italia dal Ministro dell’Interno tedesco.

Carola Rackete e l’intervista nel mirino

Stando alle parole di Carola, la Germania avrebbe determinato la destinazione dei migranti. “Quello che è interessante nel nostro caso – inizia la capitana – è che, un giorno dopo che avevamo fatto il salvataggio, la città di Rottenburg si era dichiarata pronta a prendere i fuggiaschi. La città del Baden-Wuerttemberg era pronta anche a mandare un bus finanziato da donazioni. Tuttavia “l’operazione avrebbe dovuto ricevere un permesso“. Come sappiamo, andò diversamente, perché Il Ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, dice Carola, “insistette perché i migranti venissero registrati in Italia.

Subito dopo queste importanti dichiarazioni, alcuni importanti giornali italiani (tra cui la Repubblica e Open di Enrico Mentana) hanno affermato che la notizia fosse una bufala. Eppure, ogni giorno che passa, sembra sempre più evidente che le parole siano state dette veramente. Carola Rackete, infatti, all’emittente televisiva Zdf, avrebbe detto che il Ministro dell’interno tedesco ha insistito affinché gli “ospiti” a bordo della nave venissero registrati nel nostro Paese.

Bufala o verità?

È possibile certamente che molti giornali che hanno riportato la notizia, sia quelli che l’hanno affermata sia quelli che l’hanno confutata, siano stati in malafede. È altrettanto possibile, tuttavia, che la confusione sia nata dalla stesse intervista di Carola alla Zdf, che è stata tagliata dalla tv tedesca. Il taglio avrebbe riguardato proprio la parte in cui la capitana incolpava il Ministro dell’Interno tedesco. E qui, in ogni caso, ci sarebbe una domanda che bisognerebbe porsi prima di tutto. Perché la tv di Stato tedesca ha tagliato proprio quella parte di dichiarazione?

Comunque sia, nel video tradotto, una giornalista le domanda: “Paesi come l’Italia, in particolare, ma anche la Grecia, dicono: ‘Siamo sopraffatti, ci sentiamo lasciati soli, così non può andare avanti, per questo chiudiamo i porti’. Lei lo capisce questo?”. E Carola risponde: “In parte. Questa questione è utilizzata per scopi politici, in quei Paesi. Il fatto è che Dublino III è ingiusto, questo è noto a tutti. Quello che ora è interessante nel nostro caso è che il giorno dopo che avevamo effettuato il salvataggio, la città di Rottenburg ha chiarito di essere pronta ad accogliere i migranti. E disse anche di voler mandare un bus finanziato con soldi raccolti da Seebrücke. Ma questo avrebbe dovuto essere permesso. E qui di nuovo il ministro dell’Interno ha insistito perché i migranti fossero registrati in Italia. Una soluzione era possibile quindi fin dal primo giorno”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.