Omicidio Diabolik, le figlie: “Immagine distorta di papà”

Mentre si cerca il responsabile dell'omicidio di Diabolik, il capo ultras Fabrizio Piscitelli, i familiari non capiscono il divieto del funerale imposto dal Questore, e si rivolgono al Papa

Omicidio Diabolik
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L’omicidio di Diabolik, il capo ultras freddato lo scorso 7 agosto nel parco degli Acquedotti a Roma, è ancora senza un colpevole. La polizia lo sta cercando, e si batte la pista della criminalità organizzata, con cui Fabrizio Piscitelli pare fosse in affari. E intanto, il questore ha impedito la celebrazione dei funerali.

La decisione del Questore dopo l’omicidio di Diabolik

Divieto che i familiari non capiscono. “In un momento di così grande dolore risulta incomprensibile come a nostro padre, che non ha mai avuto condanne per associazione e il cui killer ad oggi è ancora sconosciuto, il questore di Roma abbia deciso di applicare gli stessi divieti di celebrazione del funerale che altri questori hanno applicato a personaggi di spicco della criminalità organizzata, ristretti fino alla loro morte in regime di 41bis OP”, scrivono le figlie di Piscitelli all’AdnKronos. “I precedenti con la giustizia, debitamente scontati da nostro padre, contrastano con l’immagine distorta che si sta diffondendo, palesemente strumentale a giustificare la legittimità di un provvedimento, adottato dal questore nell’immediato della morte di papà, che non era sottoposto ad alcuna misura restrittiva della sua libertà”.

E proseguono: “Riteniamo che la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, di cui all’art. 27 co. 2 Tulps, non possa spingersi al punto di vietare che Fabrizio, nostro padre, assolto da ogni reato di associazione, abbia una cerimonia secondo l’ordinario rito funebre cattolico, all’interno della chiesa parrocchiale, che è per altro sottoposta alla giurisdizione della Santa Sede“. “Crediamo che chiunque al nostro posto avvertirebbe l’ingiustizia che, comprensibilmente, in un momento così drammatico ci sta arrecando ancora più dolore”, concludono poi le ragazze.

L’appello al Papa

La madre invece, Rita Crozza, si rivolge direttamente al Pontefice. “Papa Francesco, vorrei portare alla Sua attenzione la vicenda che ha colpito la mia famiglia e che si aggiunge al già straziante dolore della perdita di mio marito, Fabrizio Piscitelli. Per opera di un provvedimento del Questore non possiamo garantirgli un degno funerale”, scrive la donna.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.