Pestano un detenuto e se ne vantano: video li incastra

Picchiano selvaggiamente un detenuto e se ne vantano in una chat di gruppo. Un "Caso Cucchi" d'oltreoceano, meno tragico in quanto ad esiti.

Picchiano detenuto
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Picchiano selvaggiamente un detenuto e se ne vantano in una chat di gruppo. Un “Caso Cucchi” d’oltreoceano, meno tragico in quanto ad esiti ma altrettanto truculento in quanto a dinamiche, sta scuotendo gli Stati Uniti, dove lunedì erano apparse schermate e post di un gruppo privato di agenti di sicurezza carceraria di una prigione della Florida che inneggiavano al pestaggio di un detenuto, picchiato più volte e ripreso in un video caricato su YouTube. Il filmato si riferisce a quanto accaduto presso il Lake Correctional Institution e sembra essere stato registrato da detenuti in possesso di un cellulare contrabbandato in cella.

Quel video era stato caricato sabato sera e dopo poche ore aveva già terremotato il sistema carcerario della Florida e offerto lo scandalo all’intera America, offrendo uno spaccato diretto e senza filtri di “ciò che viene spesso descritto dai detenuti ai loro cari ed ai giornalisti” (Miami Herald). A quel punto la sorella del detenuto e un rappresentante dello stato della Florida che ha interrogato la vittima del pestaggio, hanno sporto formale accusa contro gli agenti e l’istituto di pena, accusando i primi delle violenze ed il secondo di aver consentito e coperto le stesse. Sui social intanto hanno iniziato a circolare schermate della chat di gruppo degli agenti, chiamata con discutibilissimo humor “Succo di Scarafaggio”. Il Times-Union ha verificato in modo indipendente gli account di Facebook e i nomi di ogni agente che è apparso nella chat. I nomi degli account della chat sono del tutto coincidenti con un elenco di agenti dell’istituto correttivo in questione e con i loro profili, con annesse foto su Facebook.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.