Gruppo terroristico Al-Shabaab ai politici somali: “O con noi o morirete”

Il gruppo terroristico Al-Shabaab ha lanciato un ultimatum ai parlamentari somali perché si adeguino alle regole del fondamentalismo

Gruppo terroristico (immagine di repertorio)
Gruppo terroristico (immagine di repertorio)


Al-Shabaab adesso vuole imporre un codice di abbigliamento e soprattutto di comportamento anche ai rappresentanti anziani del Parlamento della Somalia. L’ordine di adottare le nuove regole è arrivato ai ledaer tradizionalisti del paese e sta mettendo, di fatto, la spina dorsale politica e istituzionale del paese fra incudine e martello. Poco da fare: o ci si adegua o si muore.

Il diktat di Al-Shabaab

A dare la notizia, anzi, a diffondere il proclama dei fondamentalisti africani “nipoti” di Al Quaeda e “cugini” dell’Isis Al-Andalus, una radio gestita da Al-Shabaab. Domenica pomeriggio erano già 159 i membri anziani del parlamento somalo (Camera bassa e Camera alta-Senato) ad aver ubbidito all’ordine. Tuttavia è la distribuzione geografica dell’ubbidienza e della riottosità a quel diktat fondamentalista a dare la cifra vera dello stato della pervasività di AS in Somalia dopo la sua cacciata dalle grandi aree urbane e il suo radicamento capillare in quelle rurali. In sostanza tutti gli anziani e gli stessi delegati per camere e consigli di stato avevano l’obbligo di “tesserarsi”, di aderire senza indugio ad Al-Shabaab entro 45 giorni e fra due settimane scadrà il termine.

La distribuzione geografica di chi ha aderito

La più parte dei “coscritti della jihad” a cui sono stati dati anche ordini su come vestirsi e quale colore privilegiare (manco a dirlo il verde e il nero) provengono dagli stati di Hirshabelle, Galmudug, Jubaland e del sud-ovest. Finora invece nessun anziano del Puntland, l’autorità della Somalia nord-orientale, ha risposto all’ordine dei jihadisti. Insomma, il sud è integralista e più è sud rurale più grida al martirio, mentre il nord resiste e guarda all’Africa moderata e semi laica. Tutto questo malgrado AS abbia “ripetutamente diffidato le centinaia di anziani e delegati che partecipano al processo elettorale dall’ignorare gli ordini” (East African).

Gli studi islamici

Ma c’è di più: alcuni rapporti dei servizi indicano che i militanti di Al-Shabaab stanno anche costringendo gli anziani e i delegati passati giocoforza sotto il loro controllo a imparare la loro versione di “studi islamici”. E la contropartita è agghiacciante e senza appello: negli ultimi due anni molti anziani e delegati sono stati oggetto di omicidi ed attentati poi rivendicati da Al-Shabaab a causa della loro proclamata autonomia laica. “Gli anziani sembrano essere tra il diavolo e gli abissi marini – ha detto Hassan Mohamoud, un commentatore politico a Mogadiscio -. Per ovvie ragioni di sicurezza, temono di disobbedire agli ordini di Al-Shabaab, mentre dall’altro hanno paura di ritorsioni da parte del governo”.

L’obiettivo di Al-Shabaab

Solo che il governo espelle, confisca o incarcera, mentre gli sgherri di Al-Shabaab uccidono. Lo scopo dei fondamentalisti è quello di sfruttare al massimo la legge elettorale somala per radicarsi nei luoghi di potere. La Somalia ha infatti adottato da 20 anni circa un accordo di ripartizione del potere di tipo tribalista noto come “Formula dei 4/5”, che considera quattro clan principali e una coalizione (0,5) formata da clan più piccoli, un maggioritario sghembo con una spruzzata di semiproporzionale di nicchia, roba da andarci a nozze, per chi avesse fanatismo, mezzi e piglio per intimidire i delegati clan per clan.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.