Soldati Usa morti in Afghanistan, Trump minaccia guerra ma pensa al ritiro

Donald Trump e il numero dei soldati Usa uccisi in Afghanistan. Un'analisi sulle problematiche nel Paese e cosa emerge all'orizzonte.

Soldati Usa uccisi in Afghanistan, le parole di Donald Trump
Soldati Usa uccisi in Afghanistan, le parole di Donald Trump

Due membri dell’Intelligence militare statunitense uccisi in Afghanistan sono stai identificati dal Pentagono. Si tratta del soldati di prima classe (Pfc) Brandon Jay Kreischer di soli 20 anni originario di Stryker in Ohio e del suo collega e parigrado Michael Isaiah Nance, 24 anni, di Chicago. Entrambi sono morti a seguito di ferite riportate in combattimento, secondo una nota del Dipartimento della Difesa.

Trump e i soldati Usa in Afghanistan

I due sono stati colpiti a morte da un militante dei talebani che, secondo la polizia di Kandahar la CNN, aveva aperto il fuoco contro di loro mentre cercavano di effettuare l’esfiltrazione di una fonte da una casa non più sicura. Un portavoce talebano, Qari Yousof Ahmadi, ha anche confermato l’incidente in un messaggio video diffuso sui social, precisando che che anche il soldato afgano era stato ferito nello scontro a fuoco.

Dalla metà di giugno sono già cinque i membri dei servizi militari uccisi in Afghanistan, qualcosa nei protocolli operativi di medio livello decisamente non quadra e il Pentagono ha deciso di aprire un’inchiesta a due facce: mirata sull’ultimo incidente e di ampio respiro su quello che appare ormai come un preoccupante fenomeno, organico ai quadri sul campo. Secondo la CNN “nelle osservazioni all’Economic Club di Washington DC, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato che il presidente Donald Trump vuole ridurre i livelli delle truppe americane in Afghanistan prima delle elezioni del 2020”. La parola d’ordine sarà: “Termina le guerre senza fine, abbassa i costi, riduci le perdite” ha chiaramente detto Pompeo.

Cosa non è andato

Eppure solo una settimana fa le affermazioni di Trump sull’Afghanistan erano molto più truci e totalizzanti, in quanto a scelte strategiche: “Al mio comando le Forze Armate Usa – aveva detto – potrebbero cancellare l’Afghanistan dalla faccia della terra”.

Ma a ben vedere Trump aveva giocato di paradosso proprio per instillare nell’opinione pubblica le avvisaglie di un “back home” di buona parte dei suoi soldati. “La questione Afghanistan sarebbe letteralmente finita in 10 giorni, ma io non voglio seguire quella strada. Se volessimo combattere una guerra in Afghanistan e vincerla, potrei vincere quella guerra in una settimana. Non voglio uccidere 10 milioni di persone”. E neanche cinque suoi GI Joe in un mese e mezzo.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.