Volantini con Cécile Kyenge ritratta come una scimmia, condannato

Un uomo di Lodi è stato condannato per la diffusione dei volantini che ritraevano Cécile Kyenge con le sembianze di una scimmia.

Cécile Kyenge
Cécile Kyenge (foto Wikipedia)

In principio fu Roberto Calderoli, poi la discutibile abitudine dilagò ed oggi si è arrivati all’ennesima condanna per i diffamatori dell’ex ministro Cécile Kyenge. Stavolta è toccata ad un 60enne della provincia di Lodi che, come informa Giornalettismo, aveva diffuso volantini che ritraevano la politica già in forza in uno dei dicasteri diretti da Palazzo Chigi con l’aspetto di una scimmia.

Volantini per Cécile Kyenge, arriva la condanna

La diffusione di quei volantini, che rientrava nella fattispecie definita dall’articolo 595 del Codice penale, sulla diffamazione, fu sufficientemente capillare da integrare e qualificare il profilo penale di riferimento. Il periodo preso in considerazione era stato quello del primo semestre del 2013. L’uomo è pregiudicato per altro reato di opinione; era stato condannato infatti perché trovato in possesso di cimeli fascisti, oltre che per una ben più empirica detenzione illegale di munizioni.

Prima di lui era toccata ad un altro ex ministro, Roberto Calderoli, che sempre a proposito della Kyenge era incappato nella configurazione penale delle sue esternazioni e si era preso un anno e sei mesi in primo grado a Bergamo definendola “un orango”. Il lodigiano di mesi ne avuti sei

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.