Il super boss Michele Zagaria all’Università, ma solo come argomento di una tesi

La storia di Michele Zagaria diventa argomento di una tesi dal titolo riguardante il diritto processuale penale dell’Unione Europea e i latitanti.

Michele Zagaria
Michele Zagaria

Il Capo dei capi della camorra casalese va all’università, ma solo come contenuto di una tesi di laurea. Una tesi di laurea, discussa all’Università della Campania Vanvitelli, ha avuto come argomento proprio lui, Michele Zagaria, alias “Capastorta” e boss supremo del Clan dei Casalesi, boss in carcere e dalla più che irruenta condotta. “Diritto Processuale Penale dell’Unione Europea; tecniche d’investigazione per la cattura latitanti: il caso Zagaria”.

La produzione dell’elaborato di fine percorso accademico

Cronache della Campania ci informa che si intitola così la tesi di laurea in Giurisprudenza che una candidata ha discusso oggi, avendo tra l’altro come relatori il professor Antonio Pagliaro e un docente molto particolare. Si tratta di uno che, con la cattura di Zagaria, ha avuto a che fare piuttosto da vicino: Catello Maresca, il magistrato che a “Capastorta” mise i braccialetti, il 7 dicembre 2011, scovandolo in un bunker di via Mascagni a Casapesenna, “capitale casertana” del suo impero del male.

Grazie anche al decisivo apporto del capo della Mobile Vittorio Pisani, quell’arresto si configurò come il punto di perfezionamento assoluto di un metodo investigativo in cui l’hi tech aveva fatto il paio con la tigna e la lungimiranza degli operanti. Vennero utilizzati programmi tojan per craccare i computer in uso ai sodali del boss e droni, soluzioni queste che otto anni fa erano davvero al limite del fantascientifico, in quanto ad utilizzo di nicchia in procedura penale sul campo.

Tesi di laurea sull’attività investigativa per catturare Michele Zagaria

Il procuratore Maresca si è detto orgoglioso dello sbocco accademico riservato al suo lavoro sul campo: “Quando il 22 ottobre 2007 mi fu affidato il compito di catturare Zagaria – ha riferito a CDC – non avrei mai immaginato che il metodo utilizzato e sperimentato sul campo potesse diventare oggetto di studio di una tesi di laurea”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.