Mafia in Puglia, ucciso il ras di Andria Vito Capogna

Vito Capogna, definito il ras di Andria, è stato ucciso in città. La mafia in Puglia continua la propria escalation di omicidi.

Mafia in Puglia, ucciso Vito Capogna
Mafia in Puglia, ucciso Vito Capogna (foto YouTube)

Il Puglia la mala spara ancora, spara per uccidere e ieri sera ha fatto cadere sotto i colpi di arma da fuoco il ras storico della zona di Andria, il 62enne Vito Capogna. È una vera escalation di violenza pura, come suggerisce Cronache della Campania, quella che da mesi sta ormai affliggendo la terra pugliese, specie nelle zone garganiche e andriesi.

Mafia in Puglia, l’agguato a Vito Capogna

Venerdì 26 luglio, in una piazzetta di via Europa Unita, è stato ammazzato il boss di Andria che da tempo, secondo i fascicolo della Dda, teneva saldamente in mano il potere in città e nell’entroterra. Intorno alle 20,15 l’uomo è stato improvvisamente raggiunto da alcuni colpi di pistola mentre sostava nel centro, accasciandosi a terra in un lago di sangue davanti a decine di testimoni potenziali.

La faida

Carabinieri e Polizia sono intervenuti a razzo per effettuare rilievi, raccogliere testimonianze e refertare indizi che potrebbero dare un indirizzo preciso, empirico, alle indagini. Per quanto riguarda invece la lettura strategica dell’omicidio, lo stesso potrebbe essere inserito nel contesto di una faida che già un mese fa, a fine giugno, aveva visto l’uccisione del pregiudicato Vito Griner, fratello di un altro ras della zona, Filippo, uscito dall’agguato con ferite superficiali assieme ad un terzo uomo, un suo sodale.

Il dato eclatante è che tutti questi omicidi ormai non si avvalgono più della “discrezione” che deriva dalla scelta di colpire in luoghi defilati e ad ore in cui non ci sono possibili testimoni. Ad Andria ormai si spara in mezzo alla folla.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.