Riforma della Giustizia, Anm: “Sorteggio incostituzionale”

L'Anm si pronuncia sulla riforma della Giusitizia proposta dal MInistro Bonafede, che prevede il sorteggio dei magistrati del Csm

Riforma della Giustizia
Riforma della Giustizia

L’Anm, Associazione Nazionale Magistrati, si pronuncia sulla Riforma della Giustizia del Ministro Bonafede. Una riforma che prevede prima il sorteggio dei magistrati candidabili al Csm, e poi l’elezione di chi ottiene il maggior numero di voti.

Le critiche alla riforma della Giustizia

Per il Presidente dell’Anm, Luca Poniz, il sorteggio “è manifestamente incostituzionale in tutte le sue versioni”. Infatti, “l’autorevolezza del Csm viene fortemente compressa da un meccanismo di elezione a sorteggio”. Ma c’è un ulteriore problema, sottolinea il segretario Giuliano Caputo. Per lui, “è anche irricevibile il messaggio di sfiducia che si dà nei confronti dell’intero corpo elettorale della magistratura”.

Una risposta “emozionale”

Nella riforma della Giustizia ci sono “aspetti positivi”, ma anche interventi che tradiscono “una visione delle criticità del processo penale punitiva per la magistratura“. Per l’Anm la riforma costituisce “una risposta emozionale” alla bufera che ha investito la magistratura con lo scandalo Palamara. “Non accettiamo riforme che siano l’esito di una contingenza drammatica” ha spiegato il presidente Luca Poniz al Comitato direttivo centrale dell’ Anm.
   

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.