Ruba una somma importante alla Camorra, che gli sequestra il cognato

Reo di aver rubato i soldi del clan incappa nella più turpe delle vendette: un suo parente viene rapito e il riscatto di quel sequestro è la somma esatta che l'uomo deve.

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Reo di aver rubato i soldi del clan incappa nella più turpe delle vendette: un suo parente viene rapito e il riscatto di quel sequestro è la somma esatta che l’uomo deve ai clan, clan Mazzarella. Per quei fatti cinque esponenti del sodalizio criminale partenopeo sono stati arrestati a San Giovanni a Teduccio dalla Squadra Mobile. Lo storico: nel contesto del traffico internazionale di stupefacenti, da sempre business traino dei clan, matura il furto da parte di un affiliato di una somma importante, 350mila euro tondi tondi che fanno prendere molto d’aceto i “legittimi” proprietari di quella montagna di soldi.

Quella somma doveva servire a compare una partita di cocaina in Olanda e l’affido all’uomo aveva solo ed esclusivamente lo scopo di consentirgli di poetare a termine la transazione in nome e per conto dell’interesse supremo, quello del gruppo criminale. Il problema è che quei soldi vengono trattenuti, non si sa se definitivamente e a titolo di furbata o troppo e quindi a titolo di inefficacia, dal faccendiere. Il clan reagisce in maniera netta e drastica: uomini di fiducia arrivano a casa del cognato dell’uomo, persona del tutto estranea ad ogni attività criminale, e lo sequestrano. Lo scopo è chiaro: o i 350mila rientrano o il congiunto fa una brutta fine. A risolvere la questione ci pensano Carabinieri e Polizia che, individuato il meccanismo, arrivano nel covo dove l’ostaggio era detenuto contro la sua volontà, lo liberano e contestualmente arrestano i cinque promoters di quella drastica iniziativa criminale.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.