Recupero crediti: niente Stato, ci pensa la Camorra

La camorra è meglio di un agente di riscossione. Ai vari clan però poi spetta il 50% della somma da recuperare diventava superfluo.

Recupero crediti in mano alla Camorra
Recupero crediti in mano alla Camorra
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Recupero crediti? Nessun problema, la camorra è meglio di un agente di riscossione. Con il passare dei giorni gli inquirenti dell’Antimafia id Napoli si stanno accorgendo di una cosa: che l’ordinanza con cui due settimane fa avevano decapitato l’Alleanza di Secondigliano non è solo un mirato atto giudiziario, ma anche un preciso ed agghiacciante compendio storico delle infinite possibilità che i clan, quando organizzati su scala massimale come quelli dei Licciardi-Contini-Mallardo, possono mettere in campo.

Recupero crediti

Arrivando così a pervadere ogni aspetto della vita quotidiana e spodestando Stato ed apparati civici. Il metodo del recupero, per esempio, era una delle estorsioni preferite del clan. Si tratta di un modo particolare di far rientrare un soggetto dei propri soldi. Il meccanismo è (o era) semplice: imprenditori che avessero in atto vertenze civili o comunque contenziosi sui crediti vantati, invece di affidarsi a società specializzate, chiamavano gli esattori dei clan. Ricorrere ad essi garantiva innanzitutto un ritorno immediato delle somme in esigibilità, poi scavalcava ogni forma di contro tutela legale da parte del creditore.

Il particolare che al clan poi spettasse il 50% della somma da recuperare diventava superfluo, accettabile e perfino gradito; i velocissimi tempi di rientro delle somme e il conseguente sgravio in termini di spese legali compensava infatti abbondantemente la parcellizzazione “cravattara” che i clan imponevano. La pratica, secondo la gigantesca ordinanza del Gip partenopeo D’Auria, era diffusissima all’interno del clan Contini, che pare potesse addirittura mettere a disposizione degli imprenditori dei veri team di esperti. Trucemente immaginabili le specifiche sulla loro perizia: capacità di violenza, potere intimidatorio, efficienza pianificare tempi, modi e luoghi dell’intervento ed efficacia nel mettere in pratica i protocolli “paralleli” (messaggi intimidatori alle famiglie, pedinamenti per conoscere i luoghi frequentati dalle vittime etc) prima dei blitz specifici, da cui il debitore usciva o convinto a pagare tutto e subito o con le ossa rotte.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.