Migranti, il parlamento europeo vuole invitare Carola Rackete

Sulla crisi dei migranti, il Parlamento europeo vorrebbe conoscere il parere della capitana Carola Rackete per capire se sono state violate le libertà umane.

Carola Rackete invita al Parlamento europeo
Carola Rackete invita al Parlamento europeo
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Sulla crisi dei migranti, il Parlamento europeo vorrebbe conoscere il parere della capitana Carola Rackete. La 30enne tedesca, al comando della Sea Watch 3, aveva deciso di forzare il blocco attorno a Lampedusa per portare in Italia una quarantina di migranti soccorsi in acque libiche. Ora, come riferisce l’europarlamentare di FI, Fulvio Martusciello, Carola sarebbe stata invitata all’Eurocamera. Questa vorrebbe capire se ci sono state violazioni delle libertà civili.

Migranti, il parlamento europeo vuole invitare Carola Rackete

Sarebbero stati i rappresentanti del gruppo della Sinistra unitaria della Gue ad avere avanzato la richiesta audire la capitana della Sea Watch 3. Ora la parola passa alla Commissione, che dovrebbe prendere una decisione entro fine luglio. “La decisione della commissione Libe di invitare come speaker in parlamento europeo Carola Rackete è profondamente sbagliata – ha denunciato Martusciello -. Abbiamo chiesto che a quella stessa commissione possa partecipare anche un rappresentante della guardia di finanza e del Ministero dell’interno italiano per difendere l’onore del nostro paese. Spiace davvero che alcuni gruppi si prestino a queste iniziative che hanno come unico scopo quello di danneggiare l’immagine dell’Italia”.

Denuncia contro Salvini

Intanto, nella giornata di venerdì 12 luglio, è stata deposta la denuncia per diffamazione e istigazione a delinquere alla Procura di Roma contro Matteo Salvini. Questa chiede il sequestro preventivo degli account Facebook e Twitter del titolare del leader leghista, autore di quei “messaggi di odio” contro la capitana.

“Temiamo per l’incolumità della capitana – ammette legale di Carola -. Se una persona viene indicata come un’assassina in libertà, poi non si sa quali sono le reazioni da parte di coloro che, seguendo queste indicazioni, possono adottare comportamenti gravi nei suoi confronti, anche aggressivi dell’incolumità fisica. Io ho questo timore. Lo scatenamento del discorso dell’odio poi non si controlla più”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.