Simpson in versione russa, la serie ha successo: nessuno sa perché

Spopola, in Russia, la versione locale dei Simpson. E onestamente non si riesce a capire perché. Il creatore del cartoon russo è l'animatore Lenivko Kvadratjić.

Simpson in versione russa
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Spopola, in Russia, la versione locale dei Simpson. E onestamente non si riesce a capire perché. A prendere in esame il fenomeno Linkiesta.it, che ovviamente non risparmia sarcasmo nei confronti del “lato oscuro” dei cartoon della Federazione guidata da Putin. Un lato che, se nella versione originale di Matt Groening è ammantato di false venature dark e ha tutto sommato un traino politicamente scorretto ma “sostenibile”, trova nel suo omologo a trazione moscovita spunto da trama gotica e post apocalittica.

Simpson in versione russa

Personaggi truci, chiusi nei casermoni grigi modello Urss, teppaglia locale che picchia davvero e polizia che manganella Lisa Simpson nel pieno delle sue pulsioni creative con il sassofono. Il creatore del cartoon russo è l’animatore Lenivko Kvadratjić, il suo nom de plume è lazy Square e ha fatto della mistica del degrado la chiave di volta delle sue creazioni. Lazy mette in scena il disagio, quello vero, la droga, i nuovi ricchi, le mafie tatuate e un contesto sociale, un clima dove la presenza della tragedia sembra incombere molto più di quanto non incomba la risoluzione fantasmagorica che nei cartoons occidentali salva tutto, capra, cavoli, trama e situazioni contingenti.

Dove Homer negli Usa è un ubriacone simpatico, in Russia il suo omolgo è un alcolista violento. Dove i toni pastello della serie cult Usa stemperano le bassezze dei protagonisti, i toni grigi da casermone accentuano invece il tono da suburra che esalta le cattiverie gratuite di quelli russi. Un mondo che non ha più l’innocenza ipocrita della borghesia scema, ma la pericolosità assoluta del sotto proletariato post perestroika. Eppure in Russia quel catrone piace, piace tanto che si è giunti già alla settima serie, serie di una saga in cui a dare spettacolo non è il paradosso, ma il dorore diretto degli uomini.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.