Femminicidio in Italia: quattro regioni hanno la maglia nera

Dal primo gennaio 2019 al 30 giugno in Italia sono state uccise 39 donne. La maglia nera la indossa la Lombardia, seguita da Lazio, Sicilia ed Emilia.

Femminicidio in Italia
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Dal primo gennaio 2019 al 30 giugno in Italia sono state uccise 39 donne, la più parte delle quali ha visto la propria esistenza stroncata in Lombardia con 7 casi, seguita a pari (de)merito dal Lazio, dalla Sicilia ed all’Emilia Romagna, che hanno 5 casi ciascuno. Una geografia dell’orrore che non conosce confini dunque, e che scavalca qualsiasi luogo comune che vorrebbe il sud dello stivale più prolifico in quanto a delitti commessi contro le donne.

Femminicidio in Italia

I dati sono stati forniti in questi giorni dall’associazione Sos Stalking che, nello stilare la tremenda classifica dell’incidenza del femminicidio in Italia, va ad analizzare anche altre variabili, fra cui quelle dell’età media delle vittime: delle 39 censite 13 (ossia il 30%), sono over 70. Il presidente di Sos Stalking Lorenzo Puglisi, intervistato da AdnKronos in merito, pare non avere dubbi: “I numeri dimostrano come spesso la conflittualità, all’interno delle mura domestiche, non si plachi con l’avanzare dell’età e che sempre più spesso l’onere di vigilare sulla serenità del nucleo familiare d’origine ricada sui figli”.

Insomma, l’offender tipico italiano, il mostro, è il più delle volte il marito-compagno, non uno sconosciuto con velleità predatorie finite male o pulsioni insane. In Italia, in casa, ci si litiga e si arriva ad ammazzare la moglie anche in quella condizione anagrafica in cui l’età dovrebbe produrre saggezza e temperanza. Vien da pensare alle profetiche parole di Zavattini, che in un altro contesto, molto meno serio di quello tragico preso in esame dal report di Sos, diceva che l’età non produce saggi, ma solo vecchi. E, per 39 volte da gennaio che poi sarebbero 39 vite, assassini.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.