Alan Kurdi verso Lampedusa e sfida Salvini: “Non lo temiamo”

La nave Alan Kurdi dellOng tedesca Sea Eye si dirige verso Lampedusa con a bordo 64 migranti salvati al largo della Libia

Alan Kurdi
Alan Kurdi

Le ultime notizie che arrivano dalla nave Alan Kurdi dell’Ong Sea Eye riguardano la sua posizione attuale. Secondo quanto riferito su facebook dall’Ong, la nave si sta per apprestare a forzare il blocco attorno a Lampedusa “Dopo aver salvato 65 naufraghi“. “Non ci facciamo intimidire da un Ministro dell‘Interno, piuttosto ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino” scrive Sea Eye. “La legge del mare dovrebbe essere applicata sempre, anche se un rappresentante del governo si rifiuta di seguirla”.

Alan Kurdi verso Lampedusa, ma c’è lo stop del Viminale

Il caso della Sea Watch 3 che ha forzato il blocco italiano grazie alla decisione del capitano Carola Rackete sembra aver legittimato altre Ong a fare la stessa cosa. Così altre due navi hanno individuato Lampedusa come porto più sicuro. Si tratta della Alan Kurdi e del veliero Alex di Mediterranea Saving Humans.

L’Alan Kurdi ha fatto lanciato un appello su Twitter: Abbiamo urgentemente bisogno di un porto sicuro”. Secondo l’Ong tedesca Sea Eye, la nave sta aspettando in acque internazionali al largo di Lampedusa. E nel frattempo, “la guardia di finanza è venuta di persona per consegnare il decreto di Salvini: il porto è chiuso. Ma aggiunge anche: “In Germania oltre 70 città sono disposte ad accogliere le persone soccorse”.

Il chiarimento di Mediterranea Saving Humans

Nel frattempo, quest’ultima chiarisce la situazione proprio a proposito del veliero:Non è vero che abbiamo rifiutato Malta e non cerchiamo impunità. Non è vero che Alex ha rifiutato di andare a Malta“. “Ha accettato La Valletta come porto sicuro da ieri notte, pur nella consapevolezza dell’assurdità di non permettere lo sbarco nel porto sicuro più vicino di Lampedusa. Questo per preservare i naufraghi a bordo dallo spettacolo indecente di giorni di trattative in mare”, scrivono su Facebook.

Quello che abbiamo chiesto sono però delle garanzie per la sicurezza dei naufraghi e per la nostra. Tra le quali quella di navigare con a bordo solo con 18 persone equipaggio incluso, perché questo è il numero massimo di portata della nostra barca a vela”, spiegano. “Abbiamo chiesto inoltre di potere sbarcare le poche persone migranti che avremmo così a bordo al limite delle acque territoriali maltesi. Questo perché da italiani non vogliamo essere sottoposti al regime di un paese straniero che in passato ha sequestrato le navi della società civile senza alcuna procedura di trasparenza”.

Questo non significa affatto cercare impunità, perché cerca impunità chi ha commesso dei reati, e non è questo il nostro caso. Abbiamo persino rispettato il divieto di non entrare in acque italiane, nonostante un giudice abbia appena chiarito che il decreto sicurezza bis non si applichi alle navi che hanno effettuato un soccorso” chiarisce ancora Mediterranea. “Ma forse è questo il problema del governo italiano, non avere sponda per attaccarci. E per questo cerca di ordire trappole altrove, con un assurdo scambio di ostaggi (Italia prende 50 migranti da Malta in cambio di quelli che abbiamo a bordo) con un’operazione crudele e anche economicamente ingiustificabile”. “Restiamo in attesa di risposta dalle autorità italiane, perché fino ad ora (fatta eccezione per comunicati stampa che mentono spudoratamente) restiamo senza alcuna risposta formale alle nostre richieste. La situazione non sarà gestibile ancora a lungo”, conclude poi la ong.

Alan Kurdi e Salvini

Siamo a un’ora di navigazione da Lampedusa. Abbiamo proposto varie soluzioni per portare i naufraghi a Malta ricevendo sempre la stessa risposta: no“. Questa è stata la risposta scritta su Twitter dall’ong Mediterranea. Ritiene Lampedusa “unico porto sicuro di sbarco. Anche a fronte di un’intollerabile situazione igienico-sanitaria a bordo”.

Per questo motivo, dunque, anche la Alan Kurdi ha deciso di forzare il blocco e sfidare Salvini. “Quello che è giusto fare. Lo stato di necessità costringe a scelte non facili e di cui ci assumiamo la responsabilità, a differenza di chi quelle responsabilità non se le assume giocando con la pelle di uomini donne e bambini”.

La replica di Salvini

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha risposto duramente: “La nave dei centri sociali, che a quest’ora sarebbe già arrivata a Malta che aveva dato la disponibilità di un porto sicuro, infrange la legge, ignora i divieti ed entra in acque italiane. Le Forze dell’Ordine sono pronte a intervenire, vediamo se anche in questo caso la ‘giustizia’ tollererà l’illegalità: in un Paese normale arresti e sequestro della nave sarebbero immediati. Questi non sono ‘salvatori’, questi sono complici dei trafficanti di esseri umani”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.