Mediterranea con a bordo 54 migranti: ne sbarcano 18

La nave Alex di Mediterranea Saving Humans si trova a 12 miglia da Lampedusa. Nella giornata di giovedì 4 luglio ha soccorso 54 migranti al largo della Libia.

Mediterranea salva 54 migranti
Mediterranea salva 54 migranti
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La nave Alex di Mediterranea Saving Humans si trova a 12 miglia da Lampedusa. Nella giornata di giovedì 4 luglio ha soccorso 54 migranti al largo della Libia. L’Italia, come per il recente caso della Sea Watch, non ha consentito l’accesso a nessun porto italiano. Malta però si è offerta di aprire il porto La Valletta per fare sbarcare le persone a bordo. Secca però la risposta dell’equipaggio della nave: “Per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non siamo in grado di affrontare la traversata verso Malta”.

Mediterranea, le novità

Mediterranea, mediante il proprio profilo Facebook, ha comunicato che è attualmente in corso l’evacuazione a bordo della motovedetta CP300 della Guardia Costiera delle prime 18 persone salvate. Si tratta nello specifico di cinque bambini e quattro donne oltre che delle loro famiglie. Restano in attesa di disposizioni gli altri 41 naufraghi. L’accordo è stato raggiunto da Italia e Malta. Le autorità, nel frattempo, stanno organizzando il trasferimento a Malta a bordo di cosiddetti «assetti militari, dal momento che non può ovviamente avvenire a bordo della Alex».

Nave di Mediterranea rifiuta il porto di Malta

Poi dalla nave continuano specificando che “siamo disponibili a trasferire i naufraghi su motovedette maltesi o della Guardia Costiera italiana”. Altrettanto secca anche la risposta del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, arrivata tramite i microfoni di Gr1 su Radio1. “Gli amici di Malta hanno dato la disponibilità del porto di La Valletta per lo sbarco – ha dichiarato -. Basta. È evidente che si tratta di un atto di pirateria in questo caso”. 

Dopo aver salvato i 54 migranti la nave Alex, che batte bandiera italiana, ha puntato dritta verso il porto di Lampedusa. Fin da subito la centrale operativa di Roma della Guardia Costiera ha negato l’autorizzazione allo sbarco. In quella occasione “gli immigrati presi a bordo da Mediterranea sono in acque libiche e attualmente sono più vicini di decine di miglia nautiche alla Tunisia rispetto a Lampedusa. Se questa ong ha davvero a cuore la salvezza degli immigrati faccia rotta nel porto sicuro più vicino. Altrimenti sappia che attiveremo tutte le procedure per evitare che il traffico di esseri umani abbia l’Italia come punto di arrivo”.

Decreto sicurezza

Nelle prime ore della mattina di venerdì 5 giugno il comandante della nave ha fatto sapere che “ci è stato notificato all’alba di oggi da una motovedetta della Guardia di Finanza il divieto d’ingresso in acque territoriali, come prevede il decreto Sicurezza. Ma noi abbiamo chiesto al Comandante della motovedetta di salire a bordo per verificare le condizioni di urgenza in cui ci troviamo. Ci sono 54 migranti, tra cui quattro donne in stato di gravidanza, oltre alle undici persone dell’equipaggio. Su una barca di neppure 20 metri”.

La conferma che Malta avrebbe offerto un porto sicuro è arrivata dagli stessi rappresentati della Ong. “Malta ci ha detto che è disponibile a darci un porto Pos – ha confermato all’Adnkronos Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea. “Non ci sono le condizioni di sicurezza per riuscire ad arrivare sull’isola di Malta perché ci vogliono almeno undici ore di navigazione. A bordo ci sono 54 persone, tra cui neonati e donne in stato di gravidanza, ecco perché abbiamo chiesto aiuto a Malta e all’Italia di trasbordare le persone. Abbiamo fatto presente a Malta di non riuscire ad arrivare fino a lì con questa imbarcazione. Quindi, chiediamo che ci vengano in soccorso per il trasbordo“.

Scontro politico

Riprende dunque il braccio di ferro tra una nave Ong e il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. I rappresentati della nave: “Un Decreto dei Ministri di Interno, Difesa e Trasporti ci vieta l’ingresso. Il Decreto è illegittimo perché non può applicarsi a una nave che ha effettuato un’operazione di soccorso a tutela della vita umana in mare. E perché non può essere vietato a una barca battente bandiera italiana l’ingresso nelle acque del proprio Paese”.

A queste parole ha replicato il Ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Gli amici di Malta hanno dato la disponibilità del porto di Valletta per lo sbarco. Basta. È evidente che si tratta di un atto di pirateria in questo caso. Di mezzo non ci sono la Libia o la Tunisia, ma il porto di un Paese europeo”.