Militare sopravvissuto a Nassiriya: “Lo Stato rivuole i soldi della medaglia”

Pietro Sini ha 55 anni ed è un carabiniere in congedo di Porto Torres. Nel novembre 2003, sopravvisse miracolosamente alla strage di Nassiriya. Ora lo Stato pretende indietro i soldi della medaglia.

Attentato a Nassiriya
Attentato a Nassiriya

Pietro Sini ha 55 anni ed è un carabiniere in congedo di Porto Torres. Nel lontano novembre 2003, sopravvisse miracolosamente alla strage di Nassiriya. Quel giorno commando di kamikaze si lanciò contro la base italiana provocando 28 morti. 19 erano militari italiani, mentre 9 erano iracheni. “Dopo essere scampato – raccontata Sini -, tornai in Italia e venni riformato. Avevo subito conseguenze psicologiche e di stress. Come per molti altri miei colleghi sopravvissuti, chi di dovere decise che non potevo più essere abile al lavoro“.

Militare sopravvissuto a Nassiriya

Il militare sopravvissuto alla strage di Nassiriya venne premiato con una medaglia d’oro in quanto vittima di un attentato terroristico. L’uomo, tuttavia, ha restituito la medaglia perché non gli è stato riconosciuto l’aggravamento della sua invalidità. Ora per questo è arrivata anche la beffa. Il Ministero dell’Interno gli ha chiesto il pagamento dovuto al conio della medaglia. Una cifra pari a 1.410. Facile immaginare l’indignazione del carabiniere. “Sono sopravvissuto all’attentato di Nassirya. Ma lo Stato mi ha trattato come un eroe di serie B. Allora ho deciso di restituire la medaglia d’oro che mi ha consegnato il presidente della Repubblica. Ora, per questo gesto, mi viene presentato il conto: 1.410 euro. Una vergogna”.

“Causa alla Stato”

Hanno bussato alla mia porta i carabinieri – ha confessato l’ex militare – per consegnarmi una notifica. Il ministero dell’Interno, che gestisce le benemerenze, mi chiede di risarcire lo Stato delle spese sostenute per realizzare la medaglia che ho restituito, con grande dolore, per denunciare il trattamento ingiusto riservato a me e ad altre vittime del dovere e del terrorismo. Sì, proprio il ministero dell’Interno di Matteo Salvini, che fa del rispetto per i militari e delle forze dell’ordine uno dei suoi punti d’onore. Per me è stata l’ennesima umiliazione“.

Pietro Sini però non ha la minima intenzione di piegarsi a questa richiesta. “Non ho nemmeno ritirato la notifica. Ci penseranno eventualmente i miei avvocati. Voglio fare causa allo Stato, perché non posso tollerare una ripicca simile. Perché sembra essere proprio una vendetta: tu mi riconsegni la medaglia? E io te la faccio pagare. Pensare che nemmeno mi hanno mai chiesto perché ho deciso di restituirla. L’hanno presa indietro e basta. E adesso vogliono punirmi, non vedo altra spiegazione”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.