La processione si ferma davanti casa del boss: sindaco e maresciallo vanno via

La processione del Corpus Domini che si ferma davanti casa del boss in carcere. Sindaco e maresciallo abbandonano la cerimonia religiosa.

Processione del Corpus Domini, la decisione di sindaco e maresciallo
Processione del Corpus Domini, la decisione di sindaco e maresciallo

La processione del “Corpus Domini”, in programma a Villafrati (provincia di Palermo), è stato teatro di una fermata davanti casa del boss attualmente in carcere. Si tratta della dimora di Ciro Badami, uno dei più stretti collaboratori di Bernardo Provenzano. Dopo l’accaduto, il sindaco e il maresciallo si sono allontanati prendendo le distanze dal gesto. Entrambi hanno scelto di denunciare l’accaduto al prefetto e alla Procura della Repubblica chiedendo di indagare sull’episodio.

Processione del “Corpus Domini” a Villafrati

Il primo cittadino di Villafrati, Francesco Agnello, ha commentato l’accaduto. «Se quel sacerdote fosse stato un mio assessore lo avrei già cacciato. Io non so se il sacerdote sapesse o meno che quella è l’abitazione di un mafioso condannato. C’era la porta aperta, accanto era stato sistemato un piccolo altare. Ma non ci possono essere equivoci davanti a certe situazioni. E Villafrati ha fatto ormai da anni delle scelte chiare, che non cambieranno di certo per i comportamenti di poche persone». Secondo “la Repubblica” davanti la dimora vi era la moglie del boss che pare abbia scambiato un saluto fugace con il sacerdote: il tutto davanti a numerosi presenti.

Il ruolo di Ciro Badami

Badami fece da tramite per conto di Bernardo Provenzano all’epoca della latitanza. Nel 2005 fu arrestato insieme al fratello e al cugino. Dopo dieci anni un nuovo arresto. Ciro Badami è stato un punto fermo per gli affari della mafia sul territorio siciliano.

«La famiglia di questo mafioso non ha mai manifestato una presa di distanza dai comportamenti del proprio congiunto. Ecco perché quella sosta la considero inaccettabile. Un evento ancora più grave di un inchino, la porta di casa aperta è un segnale chiarissimo».

Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.