Carola Rackete scherza: “Emigro in Australia a occuparmi degli albatros”

Carola Rackete dovrà presto tornare ad Agrigento per rispondere dell'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ma intanto scherza sul suo possibile futuro.

Carola Rackete
Carola Rackete

Carola Rackete dovrà presto tornare ad Agrigento per rispondere dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Intanto scherza: “Forse emigro in Australia a occuparmi degli albatros”. La dichiarazione è stata rilasciata alla portavoce della Sea Watch Giorgia Linardi. La Ong si è ovviamente scagliata a difesa della capitana, che una settima fa esatta ha forzato il blocco navale e ha portato per portare a Lampedusa 42 migranti soccorsi nel mediterraneo.

Carola Rackete via dall’Italia

Giorgia Linardi poi continua: “Carola è in Italia, ma non è detto che ci resti nei prossimi giorni. Per lei abbiamo dovuto fare un piano di evacuazione per proteggerla dalla stampa. Non per nasconderla, ma per consentirle di avere del tempo per risposare e per preparare la sua deposizione del 9 luglio. Sta bene. Ha trascorso tre giorni di isolamento, non si rende conto della risonanza che la vicenda sta avendo. Chiede continuamente dei migranti salvati e ringrazia ancora l’equipaggio, i suoi legali e tutti per la solidarietà”.

Giorgia Linardi, come riferisce Repubblica, ha parlato a Roma all’incontro con la stampa convocato da tutte le Ong e dalle associazioni che lavorano nell’accoglienza. Queste hanno disertato le audizioni davanti alle Commissioni giustizia e Affari costituzionali della Camera sul decreto sicurezza-bis a cui era stata invitata a partecipare anche alla Sea-Watch 3.

La capitana si prepara al secondo interrogatorio

Gli avvocati della Sea Watch 3 stanno proprio in questi giorni studiando le carte per il secondo interrogatorio di Carola. La capitana, infatti, sarà chiamata a rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tuttavia, almeno per il momento, Carola non potrà tornare a casa. La procura le ha negato il nullaosta per l’espulsione per esigenze di giustizia.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.