Sea Watch 3, Salvini non ci sta: «Carola Rackete merita la galera»

Carola Rackete torna libera e rientrerà a breve in Germania: la decisione è giunta dal Gip di Agrigento, Alessandra Vella.

Matteo Salvini e Carola Rackete
Matteo Salvini e Carola Rackete
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Carola Rackete torna libera dopo la vicenda della Sea Watch 3. Il Gip di Agrigento, Alessandra Vella, non ha di fatto convalidato l’arresto del comandante tedesco. Escluso il reato di resistenza e violenza a una nave di guerra. Stando a quanto dichiarato dal gip, non vi è la discriminante del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Esso, quindi, è stato giustificato «dall’avere agito all’adempimento di un dovere, quello di salvare vite umane in mare».

Carola Rackete libera, cosa è emerso dalle indagini

La Rackete si trova agli arresti domiciliari. La scelta del comandante dell’imbarcazione è stata vista come obbligatoria e non strumentale. Non è stato riconosciuto un eventuale trasferimento in un porto sicuro in Libia e Tunisia tale da, di conseguenza, comportare un trasferimento dei migranti a bordo della Sea Watch 3.

La Procura e i reati contestati a Carola Rackete

Dal proprio canto, invece, la Procura ritiene che non vi fosse il cosiddetto “stato di necessità“. Secondo Luigi Patronaggio, che ha parlato alla stampa ieri, lunedì 1 luglio, Carola Rackete ha violato l’articolo 1100 del codice della navigazione (resistenza a nave da guerra) e l’articolo 337 del codice penale (resistenza a pubblico ufficiale). Il Prefetto di Agrigento ha disposto l’allontanamento dal territorio italiano con tanto di accompagnamento alla frontiera.

Matteo Salvini sul caso della Rackete

La risposta di Matteo Salvini non si è fatta attendere: «Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese. La si ritiene pericolosa per la sicurezza nazionale. Tornerà nella sua Germania, dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi».

«L’Italia – dichiara Salvini – ha rialzato la testa. Siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei. Pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia: la pacchia è finita».

Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.