Sea Watch 3, posizione attuale: sbarcati un uomo e un bambino

La nave Sea Watch 3 non ha rispettato l'ALT imposto dalla Guardia di Finanza e ha continuato verso l'Italia. Ora è entrata nel porto di Lampedusa e si appresta ad approdare, per far sbarcare i 42 migranti a bordo.

Sea Watch 3
Sea Watch 3 (foto repertorio compagnia)

Il comandante Carola Rackete ha deciso di virare verso l’Italia dopo 14 giorni di stallo della Sea Watch 3 il 26 giugno. L’imbarcazione, con 42 migranti a bordo, tutti maschi, si è diretta verso il porto di Lampedusa forzando il blocco. La Sea Watch ha anche ignorato l’ALT della motovedetta della guardia di finanza e ha puntato dritta verso il porto dell’isola. Sulla questione è intervenuto anche il Ministro Matteo Salvini: “Non entrano, schiero la forza pubblica”.

Un’altra notte in mare

Una volta avvicinante al porto la nave è stata affiancata da due navi della guardia costiera e le autorità italiane sono salite a bordo per controllare i documenti della nave e i documenti dell’equipaggio. Verso le 20.30 sono iniziate infine le manovre per portare la nave in porto. Tuttavia, racconta il capitano Rackete, a Repubblica, “le autorità italiane sono salite a bordo impedendoci di attraccare”. La nave è quindi rimasta a 1 miglio dalla costa, in attesa del via libera per far sbarcare i migranti.

Nella giornata di giovedì 27 giugno, dopo una notte trascorsa in mare, la Sea Watch ha provato ad attraccare, ma è stata fermata e l’equipaggio ha ricevuto l’ordine di spegnere i motori. Poi le Forze dell’Ordine sono salite a bordo e hanno parlato con l’equipaggio. “Ci hanno promesso una soluzione rapida – ha detto Carola -, la situazione a bordo è peggiorata”. Nella tarda serata, un uomo però è stato fatto sbarcare per un’urgenza medica, e con lui anche un minore che lo accompagnava.

Sea Watch 3, dove si trova la nave

La Sea Watch è entrata nel porto di Lampedusa. “Basta, siamo entrati – ha annunciato la Sea Watch – La colpa: essere stati soccorsi da una ong. La punizione: friggere sul ponte di una nave per settimane. Rifiutati e abbandonati dall’Europa. Intanto sono più di 200 le persone sbarcate nei giorni scorsi a Lampedusa. Basta, siamo entrati. Ora #FateliScendere”.

Come riporta Repubblica, la decisione della capitana della Sea Watch è arrivata dopo giorni drammatici sulla nave. “Questa mattina abbiamo comunicato ai naufraghi la decisione della Corte di rigettare il ricorso. Sono disperati. Si sentono abbandonati. Ci hanno detto che la vivono come una negazione, da parte dell’Europa, dei loro diritti umani”. 

La Sea Watch, nei giorni scorsi, ha lanciato una una raccolta fondi in favore della capitana Carola Rackete, che però ha raccolto adesso poco più di 1000 euro. La Ong, inoltre, è stata protagonista recentemente di un lungo diverbio a distanza con il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Attracco nel porto di Lampedusa

Le manovre per fare entrare la Sea Watch nel porto di Lampedusa sono iniziate alle 20.30 di mercoledì 26 giugno. La nave, trainata da un rimorchiatore e scortata dalle motovedette della guardia di finanza ha percorso l’ultimo tratto di mare che la separava dal porto di Lampedusa.

Sea Watch, la versione di Salvini

La contrarietà di Matteo Salvini, sulla vicenda, è emersa in seguito alle dichiarazioni rilasciata mediante il proprio profilo Facebook. Detto questo c’è da segnalare che, contrariamente a quanto sostenuto dall’attuale Ministro dell’Interno, e anche dalla Corte di Strasburgo, la nave non avrebbe potuto per la legge giungere in Italia. “Una nave che batte bandiera olandese, ma di Ong tedesca, non può in alcun modo permettersi di dire cosa dobbiamo fare in Italia. Le regole di questo Paese sono chiare: questo è bene che si sappia”.

Giorgia Meloni: “Affondare la Sea Watch”

Sulla Sea Watch 3 è intervenuta anche Giorgia Meloni: “Viola i nostri confini. Entra nelle acque territoriali italiane e lo fa non solo contro il parere del nostro governo, ma anche contro quello della Corte Europea di Strasburgo che ha stabilito che l’immigrazione non è un diritto degli esseri umani. Ora mi aspetto che il governo italiano faccia rispettare queste regole. La Sea Watch deve essere sequestrata, l’equipaggio deve essere arrestato, i migranti devono essere rimpatriati e la nave deve essere affondata“.

Di Maio: “Sbarca da noi per farsi pubblicità”

Anche il Vicepremier Luigi Di Maio si è schierato contro la decisione della Sea Watch: “Siamo diventati il palcoscenico del Mediterraneo. Come mai la Sea Watch neanche prova più ad avvicinarsi a Malta o alla Grecia? Non fa notizia. Hanno preferito restare 14 giorni a largo delle nostre coste anziché chiedere a La Valletta, Madrid o Atene lo sbarco. I governi di questi Paesi sono forze politiche tradizionali Ue. Se uno dei popolari o dei democratici ti nega lo sbarco, i media neanche ne parlano, se lo fa il Governo italiano si mette in moto il carosello. La Sea Watch si fa pubblicità e raccoglie più fondi, così può ripartire”.

Ministro degli esteri chiama in causa l’Olanda

Dopo la decisione di forzare il blocco, il Ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi ha dato istruzioni all’Ambasciatore d’Italia all’Aja di fare un passo formale presso il Governo olandese. La linea italiana rimane dunque quella di provare a costringere Amsterdam a farsi carico della Sea Watch che batte appunto la bandiera olandese.

Salvini in conferenza stampa

Si era fatto attendere un po’, ma alla fine Matteo Salvini ha deciso di parlare in conferenza stampa in merito alla Sea Watch. Il Ministro dell’Interno non ha parlato solo dei migranti in arrivo dal mediterraneo, ha parlato della frontiera slovena e non ha escluso l’ipotesi di un muro.

CONFERENZA STAMPA DI MATTEO SALVINI AL VIMINALE – 26.06.2019

In diretta dal Viminale dopo i Comitati Nazionali per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica di Calabria e Puglia.State con me.

Pubblicato da Matteo Salvini su Mercoledì 26 giugno 2019

Il dialogo tra Carola e la Capitaneria di porto

Carola Rackete verso le 14 ha preso, come sappiamo, la decisione di entrare in acque territoriali italiane. Da qui la comunicazione della capitana della Sea Watch alla Capitaneria di porto: “Buonasera, la informo che devo entrare nelle acque territoriali italiane”. Poi continua: “Non posso più garantire lo stato delle persone. Devo far sbarcare le 42 persone che ho a bordo. Virerò la barca, entrerò in acque territoriali”. A questo punto la Capitaneria di porto di Lampedusa risponde: “Non siete autorizzati ad entrare in acque territoriali italiane”. Tuttavia Carola non risponde, limitandosi a riferire che: “Il tempo di arrivo stimato per l’altro porto è di 2 ore”.

La risposta dell’Olanda

Intanto, nel pomeriggio di giovedì 27 giugno, è arrivata una prima risposta dell’Olanda, a cui era stato chiesto di farsi carico dei migranti. La Sea Watch, infatti, batte bandiera olandese. “Comprendiamo le preoccupazioni dell’Italia e riconosciamo i suoi sforzi nel frenare la migrazione incontrollata verso l’Ue e siamo preoccupati delle azioni della Sea-Watch 3″. Lo afferma ha affermato il ministro olandese delle migrazioni Ankie Broekers. “Il governo olandese si assume la responsabilità sul fatto che la barca batte bandiera olandese ma ciò non significa che prenderemo anche i migranti“.

Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.