Atac Roma: il mistero dei bus israeliani pronti e mai utilizzati

L'Atac Roma si trova a fare i conti con un nuovo problema che riguarda, questa volta una flotta di bus israeliani noleggiati e mai usati

Atac Roma
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Che il trasporto pubblico a Roma abbia qualche problema, e l‘Atac con lui, non è una novità. In particolare, tra fermate della metropolitana chiuse e scale mobili che non funzionano, c’è anche il problema della flotta di bus. Così Virginia Raggi corre ai ripari, e ne ordina di nuovi. Che però tardano ad arrivare, e al momento sono fermi a Bologna.

Atac Roma, il mistero dei bus israeliani

E allora che si fa? La proposta, secondo quanto riportato da Il Messaggero, è quella di noleggiare 78 bus israeliani, usati, nell’attesa che arrivino quelli nuovi. L’operazione parte, con qualche contrattempo. “Gli autobus provenienti da un Paese extra Ue per essere immatricolati in Italia devono girare come Euro 6, ma questi sono tutti Euro 5”, spiega Il Messaggero. Problema presto risolto: in realtà gli autobus non sono israeliani ma svedesi, e si può procedere. Gli autobus arrivano a Salerno, e poi a Napoli dove vengono testati e si presenta richiesta di immatricolazione in Italia.

L’intervento del Mit

Ma qui il colpo di scena. Il Ministero delle Infrastutture blocca tutta l’operazione, e per l’immatricolazione viene consigliato di andare in Germania. A raccontarlo sono proprio i legali della ditta Basco, che cura l’operazione, e che “sono stati auditi ieri nella commissione capitolina sulla trasparenza”, racconta Il Messaggero. Così gli 11 bus pronti partono, e al loro rientro da Monaco dovrebbero subire gli ultimi passaggi a Pescare per poi entrare in funzione. Ma sulla faccenda interviene nuovamente il Ministro Toninelli. Il problema questa volta è in una “sentenza della Corte Europea in materia di mezzi inquinanti”. In pratica, manca una direttiva chiara legata ai trattati europei sulle emissioni, e per questo è necessario bloccare tutto. Nel frattempo, il Mit si attiva per sapere dall’Europa come comportarsi con questi bus svedesi approdati a Tel Aviv e girati a Roma.

Le conseguenze

All’Atac, a questo punto, non rimane che riprendersi i primi 500 mila euro investiti fermando il contratto di usufrutto firmato per il noleggio. Ora gli autobus sono ancora fermi, tanto quanto quelli nuovi, e pronti all’utilizzo sulle strade romane.

In tutto questo, rimane la rassicurazione di Virginia Raggi, che dice: “Chi ha sbagliato pagherà”. Ma il dubbio resta: chi è che ha sbagliato in questo caso?

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.