La Sea Watch lancia una raccolta fondi per sostenere il capitano Carola Rackete

Dopo che il capitano della Sea Watch 3 Carola Rackete ha annunciato che forzerà il blocco, la Ong tedesca ha annunciato una raccolta fondi per sostenerla

La Sea Watch 3
La Sea Watch 3

La Ong Sea Watch ha lanciato una raccolta fondi per sostenere la battaglia del capitano della Sea Watch 3. La nave è da giorni sul limite delle acque territoriali italiane con a bordo 42 persone, valutando se e come poter sbarcare i migranti.

Sea Watch lancia una raccolta fondi per sostenere Rackete

Il 25 giugno, il capitano Carola Rackete aveva annunciato che avrebbe forzato il blocco imposto dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini e avrebbe fatto sbarcare i migranti a Lampedusa. Unica soluzione, sostiene Rackete, che da 13 giorni fa avanti e indietro nel tratto di mare davanti all’isola. E poiché sia la Ong tedesca, come il capitano, che la nave battente bandiera olandese rischiano pesanti condanne forzando il blocco, la Ong, ha pensato ad una raccolta fondi.

“Se il nostro capitano Carola segue la legge del mare, che le chiede di portare le persone salvate sul #seawatch3 in un porto sicuro, potrebbe affrontare pesanti condanne in Italia. Aiuta a difendere i diritti umani, condividi questo post e fai una donazione per la sua difesa legale”. Questo è l’appello lanciato su Facebook .
Sono responsabile per le 42 persone salvate in mare e che non ce la fanno più. Le loro vite sono più importanti di qualsiasi gioco politico”, dice Rackete.

Fondi raccolti

Nelle prime ore da quando è stata lanciata la donazione, la cifra raccolta è stata sicuramente inferiore alle attese, quasi ridicola, come hanno detto alcuni. Sono per ora stati raccolti infatti appena più di 1000 euro. La pagina conta però più di 140.000 fan, e hanno partecipato per adesso appena 61 persone.

Respinta la richiesta a Strasburgo

La Ong sperava nell’appello rivolto alla Corte dei Diritti Umani di Strasburgo. E tuttavia, la Corte ha respinto ieri il ricorso. “La Corte ritiene che le condizioni a bordo non costituiscano un danno imminente e irreparabile all’incolumità dei naufraghi e chiede però all’Italia di prestare il necessario supporto alla nave. Resta la responsabilità del Comandante di portare in salvo i naufraghi”, spiegava ieri Sea Watch in un tweet.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.