Carola Rackete, chi è veramente la capitana della Sea Watch

La Sea Watch rimane al largo di Lampedusa, con a bordo 43 migranti. La capitana della nave, Carola Rackete, che ha deciso di forzare il blocco navale.

Carola Rackete
Carola Rackete

La Sea Watch rimane al largo di Lampedusa, con a bordo 43 migranti. La capitana della nave, Carola Rackete, che ha deciso di forzare il blocco navale. Un atto comunque coraggioso, che infatti poterà delle ripercussioni, come il sequestro della nave e una multa. La vicenda va avanti da giorni, quasi due settimane, per l’esattezza. La Sea Watch, con al comando Carola Rackete, ha percorso il mare vicino a Lampedusa avanti e indietro, per un totale di 1400 miglia nautiche. Inoltre, per ricapitolare anche l’ultimo capitolo della vicenda, la Sea Watch ha perso il ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Carola Rackete, chi è?

Dunque, la capitana Carola Rackete, protagonista di tutta questa storia, è finita sulle pagine di tutti i giornali. Alcuni di questi la elogiano, altri no. Ma chi è veramente Carola Rackete, e perché combatte la battaglia che sta combattendo?

Come riporta Il Sole 24 Ore, Rackete è laureata in conservazione ambientale alla Edge Hill University nel Lancashire (prima di 3 lauree). La sua tesi è stata sugli albatros. Poi la Rackete è stata al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord per uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi. E ancora: ufficiale di navigazione per l’Alfred Wegener Institute, presso il quale ha lavorato dal 2011 al 2013. A 25 anni secondo ufficiale a bordo della Ocean Diamond, a 27 anni stesso ruolo nella Arctic Sunrise di Greenpeace. Superati i 30 anni ha iniziato a pilotare piccole barche per escursioni nelle terre più a nord del pianeta, le isole Svalbard, nel mare Glaciale Artico. Infine ha lavorato con la flotta della British Antartic Survey.

Una vita avventurosa, che sicuramente ha potuto intraprendere solo una ragazza ricca, anche se probabilmente non la si può definire, come ha fatto qualcuno, una “figlia di papà”. La ha ammesso lei stessa: “La mia vita è stata facile. Ho potuto frequentare tre Università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità.”

Esperienza nella Sea Watch

La collaborazione di Carola con la Sea Watch inizia nel 2016, con una prima piccola esperienza che la segna e che la spinge ad andare avanti. Nel 2017 la sua collaborazione finisce per intensificarsi. “Ho conosciuto culture e popoli diversi dal nostro e quando sei lì, non puoi accorgerti dell‘ingiustizia e dell’inuguaglianza“.

I dubbi

Carola ha commentato le parole di Salvini, definendo “assurda e ridicola” la proposta del Ministro di portare la nave in Olanda, il Paese di cui porta la bandiere. “È ridicolo, bisognerebbe circumnavigare l’Europa. Oltretutto l’Olanda non collabora”. Per finire con: “Siamo circondati dall’indifferenza dei governi nazionali“.

Qualche dubbio però sulla posizione della Rackete però rimane. Come già detto, la Sea Watch sotto il suo comando ha percorso, davanti a Lampedusa, 1400 miglia nautiche. La stessa distanza che in pratica c’è tra Lampedusa e lo stretto di Gibilterra. Perché dunque, sapendo del rifiuto italiano, non ha portato i migranti verso un altro porto?

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.