Andrea Camilleri ricoverato, insulti dal Web che lo “vuole morto”

Andrea Camilleri, dopo essere stato ricoverato in codice rosso al Santo Spirito di Roma, è stato soggetto ad aspri insulti di chi in pratica lo "vuole morto".

Andrea Camilleri è morto
Andrea Camilleri è morto

Andrea Camilleri è stato ricoverato in codice rosso al Santo Spirito di Roma a seguito di un infarto cardiaco. Tuttavia, a fianco delle centinaia di persone che hanno manifestato cordoglio, c’è stato anche chi si è scagliato contro il noto scrittore. “Non ci interessa, è anti-italiano” tuona qualcuno su Facebook. E ancora: “Andranno i migranti s vegliarlo”. In pratica c’è chi vuole morto il padre del commissario Montalbano.

Andrea Camilleri, gli insulti di chi lo vuole morto

Qualcun altro ha rinfacciato allo scrittore il suo recente diverbio con il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Andrea Camilleri, che, pur essendo in codice rosso, non è ancora morto (anche se purtroppo qualcuno ci spera), aveva attaccato Salvini dopo che quest’ultimo aveva baciato per l’ennesima volta il crocifisso.

Salvini, dopo l’attacco di Camilleri, gli aveva risposto: “Scrivi che ti passa”. Sicuramente questo episodio ha contribuito parecchio ad alzare la tensione nei giorni scorsi. Come a inasprire gli insulti di chi è dalla parte del Ministro dell’Interno.

Nell’articolo di Libero sul Web che parla delle condizioni di salute di Andrea Camilleri uno è stato il commento più votato. “Mi dispiace per lui, forse si è affogato nel suo stesso vomito che ha gettato con le Sue dichiarazioni su Salvini. Detto questo spero si riprenda”. E c’è che ha detto: “Ormai ha la sua età”.

Andrea Camilleri, i messaggi di supporto

Non solo odio, però, c’è anche chi ha voluto lasciare un messaggio di supporto. Tra questi quello su Istagram di Peppino Mazzotta (Fazio). “Quello che auspico è solo che ci dedichi un altro po’ del tuo tempo. Decidi tu quanto. Non voglio approfittare della tua disponibilità”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.