Scandalo nomine Csm: Luca Palamara: “Udienza da non fissare”

Emerge Intercettazione ambientale realizzata tramite il sistema Trojan, registrata durante una cena tra l'ex ministro Luca Lotti e il giudice Luca Palamara.

Scandalo nomine al Csm
Scandalo nomine al Csm

Da un’intercettazione ambientale realizzata tramite il sistema Trojan, registrata durante una cena tra l’ex ministro Luca Lotti e il giudice Luca Palamara, emerge il contenuto di un dialogo che proverebbe le intenzioni di Lotti di pilotare le nomine nel Csm: “Si vira su Viola, ragazzi”.

Scandalo nomine Csm

Luca Palamara è un magistrato, già membro del Csm (Consiglio superiore della Magistratura), ed ex presidente dell’Anm (Associazione nazionale magistrati). Dopo essersi trovato indagato dalla procura di Perugia per corruzione in atti giudiziari, sono state intercettate le sue conversazione telefoniche. Da qui, quello che era solo un sasso – anche se grosso – si è trasformato in una frana, che ha finito per portare alla luce chi ha per anni cercato di pilotare le nomine e i processi nel Paese.

Ora il Csm è nella bufera più completa, e difficilmente il tempo migliorerà a breve. Dall’abitazione di Palamara sono stati sequestrati diversi fascicoli processuali di cui l’ex presidente dell’Anm non era titolare. Questi fascicoli, tuttavia, contenevano suoi appunti. In una nota è scritto chiaro e tondo: “Udienza da non fissare”.

Le intercettazioni

Lotti, durante la cena, ha spinto per far chiudere la procedura per la nomina in pochi giorni. Come di fatto è andata e così è andata. La candidatura di Giuseppe Creazzo, come riporta Open, era quella da abbattere per il gruppo riunito con Palamara. Creazzo, Procuratore capo di Firenze, ha una carriera immacolata e non si sarebbe mai prestato alle macchinazioni di Palamara.

Gli va messa paura con l’altra storia“, riferisce Palamara, che poi continua: “Metti paura con l’altra storia, dai… liberi Firenze, no?“. E Lotti: “Però a Torino chi ci va? Scusate se faccio ‘sta cacchio di domanda”. Lotti non vuole Creazzo a Firenze, e i suoi “obbediscono”: “Dobbiamo togliere dai coglioni il prima possibile”, dice Palamara. “Se lo mandi a Reggio, liberi Firenze”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.