Omicidio Villano, Iovine svela i retroscena

Antonio Iovine svela i retroscena dell'omicidio di Nicola Villano, l'ultimo, a suo dire, dell'ex boss di camorra, ora testimone di giustuizia

Omicidio Villano, Iovine
Omicidio Villano, Iovine
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Antonio Iovine
svela i retroscena di un omicidio eccellente di camorra, l’ultimo a suo dire ordinato da lui, e lo fa nell’aula di giustizia dove è imputato per quel delitto assieme all’altro super boss dei Casalesi, Michele Zagaria.

Con una differenza sostanziale fra i due ex capi di una diarchia che aveva caratterizzato la camorra aversana per decenni: Iovine è un collaboratore di Giustizia, Zagaria no, anzi, del suo ex “collega” dice da tempo peste e corna. L‘omicidio è quello di Nicola Villano, uomo di fiducia di Raffaele Della Volpe, un ras locale che, ad Aversa, voleva gestire le estorsioni da solo.

Omicidio Villano, il racconto di Iovine

Iovine ha raccontato ai giudici che, per sanare la cose ma senza spargimento di sangue, aveva inviato un emissario: Salvatore Verde, detto “‘A Bestia”. Verde avrebbe poi fiutato l’intenzione del suo interlocutore non di trovare un accordo ma di stenderlo e quindi sia Iovine che Zagaria decisero di risolvere il problema, per sempre. Della Volpe però si salvò perché al momento del blitz era in auto con alcuni bambini e i killer desistettero. Ripiegarono però sul suo braccio destro, Nicola Villano detto “Zappetella”. Con lui non sbagliarono, né ebbero remore; beccato in un autolavaggio di San Marcellino lo uccisero a pistolate.

Iovine ha verbalizzato ai giudici come si trattasse “dell’ultimo omicidio da me ordinato. Io all’epoca – prosegue l’ex capoclan oggi pentito – ero responsabile dell’area Schiavone e quindi anche di Aversa. So che Della Volpe sfuggì alla morte e venne uccisa una persona a lui strettamente legata, Nicola Villano. Ricordo che convocai Giuseppe Misso, detto Caricaliegg, incaricandolo di organizzare e portare a termine l’omicidio di Della Volpe. Misso era una persona notoriamente legata al clan Schiavone. Come mio uomo incaricai di partecipare all’operazione Bruno Lanza e Salvatore Verde. So che Verde non si presentò e non partecipò all’omicidio in quanto si fece ricoverare in ospedale. Lanza, invece, prese parte all’omicidio” (Fonte Caserta News).

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.