Omicidio Borsellino, chi sono i magistrati indagati e perché

Omicidio Borsellino, adesso non è più a carico di ignoti l'indagine della Procura di Messina sulla Strage di via d'Amelio.

Omicidio Borsellino
Omicidio Borsellino

Omicidio Borsellino, adesso non è più a carico di ignoti l’indagine della Procura di Messina sulla Strage di via d’Amelio. Era il 19 luglio del 1992, quanto la mafia fece praticamente saltare una strada per uccidere il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Poi tante bugie, tanti fatti nascosti, tanti innocenti incolpati. Ora, i pm di Messina hanno iscritto nel registro degli indagati i due magistrati che indagarono all’epoca sull’attentato. Si tratta di Carmelo Petralia e Annamaria Palma.

La notizia è diventata pubblica perché l’ufficio inquirente di Messina ha notificato agli indagati e alle parti lese un avviso di accertamento tecnico irripetibili. Fiammetta Borsellino, la figlia del giudice, ha preferito non commentare.

Omicidio Borsellino

Dunque, a quasi 27 anni dall’attentato, a quasi 27 anni dall’esplosione di quella Fiat 126 che conteneva 90 chili di esplosivo, arriva un’altro colpo di scena. I due magistrati indagati dovranno ora rispondere di concorso in calunnia, aggravato dall’avere favorito cosa nostra. A coordinare le indagini il procuratore capo di Messina Maurizio De Lucia.

Carmelo Petralia e Annamaria Palma erano tutti e due pm di Caltanisetta e indagarono sulla strage di via d’Amelio. Secondo l’accusa, si sarebbero infatti impegnati per depistare l’inchiesta. Come riporta l’Huffington Post, nel documento inviato dai pm di Caltanissetta a Messina si fa riferimento alla sentenza del processo Borsellino quater. Nelle motivazioni i giudici della corte d’Assise parlavano di depistaggio delle indagini sulla strage di via d’Amelio. Su quel depistaggio, inoltre, i pm di Caltanissetta hanno indagato e poi incriminato tre poliziotti del pool che indagò sulla strage.

Chi sono i magistrati indagati e perché

I due magistrati indagati sono Annamaria Palma, adesso avvocato generale a Palermo, e Carmelo Petralia, procuratore aggiunto di Catania. A loro viene contestato il reato di calunnia. Avrebbero infatti praticamente scritto le deposizioni di tre falsi pentiti, suggerendo di accusare persone estranee all’attentato. Nel processo Borsellino quater finirono all’ergastolo a sette innocenti.

Inoltre, ai due magistrati non si contesta solo di avere favorito Cosa nostra, ma anche l’aggravante che alla calunnia è seguita una condanna a una pena maggiore di 20 anni.

19 audio audiocassetta da visionare

Nell’inchiesta sono state acquisite 19 audiocassette. Esse contengono vecchie registrazioni dell’epoca, che i magistrati vogliono ascoltare per fare luce sulla vicenda. Nella audiocassette dovrebbero essere contenuti gli interrogatori del falso pentito Scarantino. Proprio per questo motivo si farà il prossimo 19 giugno un “accertamento tecnico non ripetibile” al Racis di Roma. 

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.