Tabaccaio a Ivrea spara e uccide ladro: “Colpo sparato dall’alto”

La Procura di Ivrea ha aperto un'indagine per fare luce sul caso riguardante la morte di un ladro ucciso dai colpi di pistola esplosi dal tabaccaio.

Tabaccaio spara e uccide ladro
Tabaccaio spara e uccide ladro (foto repertorio AdnKronos)
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Tre persone tentano l’assalto a una tabaccheria e a Pavone Canavese, alle porte del quartiere San Bernardo di Ivrea, ma il tabaccaio interviene e ferisce a morte un giovane. L’allarme ha allertato il proprietario del locale che è giunto sul posto. Secondo una prima versione, l’uomo avrebbe sparato un colpo dopo una colluttazione mentre i ladri erano in fuga. L’autopsia sul corpo del ladro ucciso ha rivelato, però, che il colpo sarebbe esploso dall’altro, forse dalla finestra della casa del tabaccaio.

Tabaccaio a Ivrea spara e uccide il ladro

La vittima è un cittadino originario della Moldavia, Ion Stavila. Il tabaccaio è stato portato in commissariato per essere ascoltato dalla Procura di Ivrea. Sulla vicenda sono state avviate le indagini per comprendere come si siano andate le cose. Secondo l’autopsia, il colpo mortale sarebbe stato esploso dall’alto, forse dalla finestra di casa del tabaccaio, mentre i ladri stavano scappando.

L’autopsia non combacia quindi con la ricostruzione del tabaccaio, Franco Iachi Bonvin. Non sarebbe sceso in cortile e non avrebbe sparato dopo una colluttazione con i ladri. L’ipotesi è ancora al vaglio degli investigatori e il commerciante resta indagato per eccesso di legittima difesa.

Indagato per eccesso di legittima difesa

Al momento non sono stati presi provvedimento sul tabaccaio, che ha sparato sette colpi in direzione dei ladri, colpendone mortalmente uno. Il ladro non sarebbe stato armato di pistola, ma avrebbe avuto in mano solo un arnese usato per forzare la saracinesca del negozio. Il tabaccaio potrebbe comunque beneficiare della nuova legge sulla legittima difesa.

Intanto è arrivato anche il commento di Salvini. “In torto è il rapinatore“. ha detto. “Fermo restando il rispetto per le indagini in corso resto dalla parte dell’aggredito e non dell’aggressore. In torto è il rapinatore, non il rapinato. Fare il rapinatore è un mestiere rischioso“.

Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.