Incidente a Treviso: “Non un caso, il mio ragazzo ha sterzato apposta”

L'incidente a Treviso non è stato un caso, ma un gesto volontario. Lo ha detto una ragazza di 21 anni rimasta ferita.

Incidente di Treviso
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L‘incidente a Treviso non è stato un caso, ma un gesto volontario. Lo ha detto una ragazza di 21 anni rimasta ferita. La giovane viaggiava in macchina con il fidanzato, che aveva lasciato proprio quella sera. “È stato lui. Ha sbandato volontariamente perché stavamo litigando e lo volevo lasciare”. Nell’incidente ha perso la vita Giuseppina Lo Brutto, pensionata 62enne che guidava la macchina opposta a quella della coppia.

Incidente a Treviso

Le dichiarazioni della 21enne sono ancora da verificare, come è da verificare la dinamica dell’incidente (che forse presto non verrà più chiamato incidente). Tuttavia la posizione del fidanzato, già indagato dalla Procura con l’ipotesi di reato di omicidio stradale, si sta complicando ulteriormente. La relazione dei medici dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso potrebbe presto finire sul tavolo del sostituto procuratore Francesca Torri.

In uno strano scherzo del destino, lo scontro frontale è avvenuto tra due macchine con a bordo due coppie di due generazioni diverse. A bordo della Toyota Yaris viaggiavano Giuseppina, impiegata in pensione, e il marito Flavio Cagnato. Nell’Alfa Mito viaggiavano invece i due fidanzati. Lei di 21 anni e lui di 22. La prima coppia stava insieme da oltre 30 anni, la seconda da poco, e la loro storia non decollava.

La dichiarazione della fidanzata

La ragazza aveva deciso proprio quella sera di stroncare la loro storia. Il fidanzato per questo si è infuriato. Ne è seguita una lite, mentre erano in macchia. Secondo la fidanzata, il ragazzo avrebbe sbandato di proposito, e non perché distratto dalla litigata. La loro macchina è finita così per invadere la corsia opposta, provocando l’incidente.

Queste dichiarazioni, rese appena dopo lo schianto, durante il ricovero in ospedale, potrebbero però essere frutto dello choc. La parola ora passa agli inquirenti, ai quali spetta il compito di fare luce sull’accaduto.


Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.