Papa Francesco commissaria Lourdes: meno affari, più fede

Papa Francesco commissaria la gestione finanziaria del Santuario di Lourdes. "Promuovere la "devozione popolare che è tradizionale nei santuari".

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Papa Francesco commissaria la gestione finanziaria del Santuario di Lourdes. Dopo Medjugorje, Bergoglio ha nominato motu proprio delegato per il compito il vescovo ausiliare di Lilles Antoine Herouard. Sarà a disposizione della Santa Sede per tutti i chiarimenti sulla bisogna, chiarimenti che si preannunciano cruciali in quanto a criteri di gestione finanziaria del ricchissimo budget del santuario mariano.

Papa Francesco commissaria Lourdes, meno affari più tasse

Il provvedimento è stato emesso, come spiega una nota ufficiale del Vaticano, “per accentuare il primato spirituale rispetto alla tentazione di sottolineare troppo l’aspetto gestionale e finanziario”. Tradotto dal vaticanese: meno danè e più fede militante, ortodossa e perché no, un filino più pauperista. Negli intenti dichiarati anche la promozione della “devozione popolare che è tradizionale nei santuari”.

Monsignor Herouard non lascerà il suo incarico a Lilles, ma vigilerà “da vicino” su Lourdes, che è parte di una diocesi su cui la scure di Bergoglio (per ora) non si è abbattuta. Il vescovo diocesano, monsignor Brouwet, è un lefebrviano convinto già fiduciario di Benedetto XVI. La nota che qualifica la decisione di Bergoglio di commissariare Lourdes è stata resa pubblica dal Presidente del Collegio Pontificio per la Nuova Evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella. Proprio li era già arrivato nel santuario mariano come “quinta colonna ispettiva” per verificare la sussistenza delle condizioni per il commissariamento stesso.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.